200 milioni di bambini nel mondo restano senza voce di Marco Griffini

Scoprire la bellezza dell’adozione, sceglierla, significa aprirsi all’altro e restituire diritti a tanti bambini che oggi non li hanno. Nella giornata che ricorda la convenzione sui diritti del fanciullo 200 milioni di bambini nel mondo restano abbandonati e senza voce. Si tratta solo di stime. 200 milioni. Sono i numeri dello scandalo dell’abbandono. Molti gli […]

di Marco Griffini

Marco Griffini è attualmente il Presidente dell'Associazione Ai.Bi. – Amici dei Bambini

17 Novembre 2021

Scoprire la bellezza dell’adozione, sceglierla, significa aprirsi all’altro e restituire diritti a tanti bambini che oggi non li hanno.

Nella giornata che ricorda la convenzione sui diritti del fanciullo 200 milioni di bambini nel mondo restano abbandonati e senza voce.

Si tratta solo di stime. 200 milioni. Sono i numeri dello scandalo dell’abbandono.

Molti gli sforzi in coso, certamente. La strategia Europea sul Child Guarantee pone basi per un interesse nuovo dei governi alla questione dell’infanzia e dell’adolescenza e dei bambini delle bambine e dei ragazzi fuori dalla famiglia. L’Italia in prima linea.

Ma non basta.

Troppa ancora la frammentazione delle competenze, l’incertezza dei dati, la raccolta disomogenea degli stessi. Troppo le politiche a macchia di leopardo, nel nostro paese tra nord e sud e nel mondo, tra il nord e il sud del mondo.

I più piccoli fuori da casa nostra fanno le spese delle piaghe della civiltà contemporanea. Vediamo le loro immagini strumentalmente sbattute sui media, spesso per sollevare il senso di colpa per raccogliere denari, senza pensare al diritto e alla dignità con cui il dolore va raccontato.

Parliamo di comunità educante ma il rischio è che questo concetto stia diventando tanto affascinante quanto inflazionato.

Orfanotrofi ancora gremiti di urla silenziose e mancanza di abbracci.

L’adozione è l’ultima spiaggia dopo la disperazione, invece di essere una scelta etica, spirituale e politica di cittadini e di essere civili e umani. Il crollo vertiginoso dei numeri mostra una sfiducia in questo strumento di tutela dei bambini, del loro diritto di essere figli, nonché possibile mezzo di contrasto dell’inverno demografico. L’opinione diffusa è che sia la crisi economica a scoraggiare le coppie ad adottare. Una surrogata, però, si può fare.

E allora se di povertà si tratta, ahimè, guardiamo alla grave e mondiale carenza di umanità. Abbiamo una povertà di relazioni, sebbene siamo tutti digitali, in cui i cittadini, le famiglie, la comunità, spesso sentono venire meno da parte dell’istituzione quella cura che possa garantire lo sviluppo armonico della persona, nella sua piena libertà, nella sua identità di figlio, genitore, giovane, professionista che si pone in relazione alla sua famiglia, ai suoi amici, professori, colleghi.

Povertà educativa, multidisciplinarità, intergenerazionalità…

Le ricette ci sono tutte, le conosciamo, da anni le professiamo.

Ma oltre al cosa ad oggi conta il COME voler mettere in atto il cambiamento e l’accoglienza di tutte queste bambine, bambini, genitori del futuro.

I fili spinati delle frontiere e delle ideologie non promettono mai nulla di buono. Il Covid ci sta insegnando quanto sia importante generare il cambiamento e ognuno di noi deve impegnarsi per contribuire a renderlo possibile. Scoprire la bellezza dell’adozione, sceglierla, significa aprirsi all’altro e restituire diritti a tanti bambini che oggi non li hanno.

©Riproduzione riservata

Marco Griffini è attualmente il Presidente dell’associazione Ai.Bi. – Amici dei Bambini

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