Carriera alias – concetti chiave

Che cosa è La carriera alias consiste nell’apertura di un profilo burocratico alternativo – su richiesta dei genitori per i figli minorenni – che sostituisca temporaneamente, all’interno di un istituto scolastico, il nome anagrafico con quello di elezione e di sesso opposto, in favore di chi abbia manifestato l’intenzione di voler azionare il procedimento per […]
Carriera alias - alcuni concetti chiave

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

17 Dicembre 2022

Che cosa è

La carriera alias consiste nell’apertura di un profilo burocratico alternativo – su richiesta dei genitori per i figli minorenni – che sostituisca temporaneamente, all’interno di un istituto scolastico, il nome anagrafico con quello di elezione e di sesso opposto, in favore di chi abbia manifestato l’intenzione di voler azionare il procedimento per la rettifica di attribuzione di sesso ai sensi della Legge n. 164/1982 oppure, in alcuni casi, abbia la semplice percezione di sé quale persona con una identità sessuata diversa da quella “biologica”.

Cosa dice la normativa?

Nel quadro normativo vigente, statale ed europeo, nessuna norma autorizza o legittima l’apertura della carriera Alias all’interno degli istituti scolastici. Ad esempio, il d.P.R. 275/1999 recante la disciplina in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche non legittima gli istituti scolastici ad adottare procedure contra legem né tantomeno dei provvedimenti non esplicitamente finalizzati al perseguimento di principi generali del sistema scolastico che già sono definiti dal sistema normativo.

Perché viene proposta?

La finalità del c.d. profilo alias dovrebbe essere quella di rendere maggiormente inclusiva – rispetto al restante ambiente scolastico – la situazione particolare in cui versa il richiedente, concedendogli un profilo scolastico con un nome di elezione anticipatorio della rettifica di sesso ad esclusivo “uso interno”, intendendo eliminare alcune potenziali barriere sociali che potrebbero indurre lo studente in una condizione di disagio. Anche ai sensi del d.P.R. 249/1998 recante lo statuto delle studentesse e degli studenti nella scuola secondaria, non vi si riscontra una base normativa, laddove si introduce il c.d. patto educativo di corresponsabilità, volto a garantire la piena corresponsabilità tra gli istituti scolastici, gli studenti e le rispettive famiglie. Pertanto, proprio seguendo i dettami del d.P.R., gli istituti scolastici non possono mai prescindere dal pieno coinvolgimento di tutte le famiglie interessate in maniera diretta ed indiretta a scelte che possano ingenerare confusione identitaria all’interno di una scuola. Si aggiunga che, se da un lato non rientra nella competenza dell’Istituto scolastico di configurare un profilo anagrafico diverso da quello iscritto nel Registro di Stato civile presso il comune di appartenenza, dall’altro, in assenza di coinvolgimento di tutte le famiglie del plesso scolastico, vi è una palese violazione del patto di corresponsabilità che deve coinvolgere perlomeno tutta la classe di appartenenza dello studente, poiché gli effetti della concessione di c.a. ricadono sempre in un più vasto contesto sociale.

Quali sono gli effetti sullo studente richiedente?

L’effetto immediato sullo studente è quello di cristallizzare in termini sociali un’incertezza identitaria, prescindendo dalla gravità e dalla fondatezza dei presupposti necessari per procedere, in futuro, alla variazione di genere, anticipando di fatto gli effetti sociali di una transizione e variazione di sesso che può essere accertata e dichiarata solo presso il tribunale competente. La c.a. non prende in seria considerazione la possibilità di ripensamenti, se lo studente ritenesse di non procedere alla variazione di sesso. Di fatto, la c.a. impedisce un processo di de-transizione e non tiene conto del fatto che le disforie si risolvono spontaneamente nel 90% dei maschi e nell’85% delle femmine interessate. Il ripensamento è spesso riconducibile a un’inadeguata diagnosi iniziale e/o alla mancanza di un supporto appropriato.

Quali sono gli effetti sull’intera platea scolastica?

La carriera alias non prende in seria considerazione gli effetti sociali che si ripercuotono su tutto il corpo discente. Infatti, la sua accettazione incondizionata è sempre potenzialmente in grado di ingenerare la convinzione sociale che ogni fisiologico processo di sessuazione comporti sempre una “scelta” di orientamento di genere, a prescindere da sintomi patologici ben definiti. Ciò potrebbe indurre, soprattutto i preadolescenti che vivano un fisiologico tempo di fragilità emotiva ed affettiva a ritenere erroneamente che la loro condizione sia dovuta ad una incertezza identitaria di natura sessuale. La carriera alias, in definitiva, incide nel tessuto sociale di tutta la platea studentesca, in quanto induce i bambini e ragazzini indirettamente coinvolti in un errore di percezione circa la propria corporeità ed affettività, creando il rischio di una vera e propria distorsione cognitiva.

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Carriera alias – alcuni concetti chiave

 

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