COMUNICATO STAMPA: Gandolfini (Family Day): bene Piemonte sul sostegno alla vita nascente, nota stonata sostegno di Icardi alla Ru 486

La somministrazione della Ru 486 nei consultori senza ricovero, adottata durante la pandemia, è una pratica pericolosa che lascia ancora più sola la donna davanti ad una decisione drammatica e che banalizza ulteriormente l’aborto.

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

15 Aprile 2022

“Esprimiamo il nostro più convinto apprezzamento alla Regione Piemonte e all’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone per le misure di sostegno alla vita nascente e alle donne che affrontano gravidanze difficili, con uno stanziamento di circa 400mila euro. Questo sforzo avviene peraltro nel solco della legge 194, che esorta gli amministratori pubblici ad eliminare ogni ostacolo che impedisce la nascita di un bambino. Dobbiamo tuttavia registrare la nota stonata dell’assessore alla Sanità Icardi, che apre alla RU 486 contraddicendo il suo stesso partito, la Lega, e la maggioranza di cui fa parte e con cui governa la Regione Piemonte”, afferma il leader del Family Day, Massimo Gandolfini.

“Ricordiamo che la somministrazione della Ru 486 nei consultori senza ricovero, adottata durante la pandemia, è una pratica pericolosa che lascia ancora più sola la donna davanti ad una decisione drammatica e che banalizza ulteriormente l’aborto. Il compito dei consultori non è quello di distribuire pillole abortive che poi saranno consumate nell’isolamento più completo del contesto casalingo, senza alcuna possibilità di ricevere una proposta di sostegno. Incentivare tutto questo non significa aiutare le donne, ma alimentare una cultura dello scarto che colpisce, insieme ai bambini a cui viene negato di nascere, le madri più fragili e più povere”, conclude Gandolfini.

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