Si parla tanto di pensiero unico.
Ma sappiamo come funziona?
Quali sono i meccanismi che permettono di produrlo? Oggi con degli acceleratori nucleari grazie al mondo online?
Anni fa ho iniziato a studiare il tema della svendita dei dati, di come lasciamo informazioni su di noi online. Informazioni che qualcuno ovviamente raccoglie. E soprattutto che qualcuno sfrutta, non solo per propinarci pubblicità mirata. Magari! Li usano per manipolare il nostro pensiero, sfruttando le debolezze del nostro cervello (si chiamano bias).
Ho quindi approfondito il tema, che oggi spiego nelle scuole e in Università. Cerco di far capire, di far ragionare, e di far vedere come con poco si possa veicolare il pensiero di una moltitudine di persone.
Un esempio? Pensiamo al DDL Zan. Milioni di persone lo ritenevano necessario per proteggere persone omosessuali da aggressioni fisiche, botte ecc. Solo che nulla di ciò era scritto nel DDL Zan (e poi la legge già protegge tutti da aggressioni fisiche, quindi non era necessario farne una). Però questa “bufala” ha fatto breccia e schierato l’opinione pubblica.
Come? Non c’è spazio in un articolo per affrontare il tema.
E ci ho scritto un libro: “BRAIN INVADERS – come le tecnologie ci hanno invaso il cervello senza chiedere il permesso“, nel quale spiego questo meccanismo (ed anche come le tecnologie impattano sulle relazioni personali).
Ma il libro è solo una parte di un progetto più ampio, che si chiama OBESI DIGITALI (ironia: seguitemi su Instagram: https://www.instagram.com/obesidigitali/ ). Un progetto che vorrebbe agevolare un uso consapevole delle tecnologie. Un progetto diretto ai figli e ai genitori, per aiutare un’alleanza di sguardi verso questo mondo affascinante, utile e pericoloso che sono le nuove tecnologie.
Lo ripeto: per genitori e figli. Perchè qualcuno ha scritto: “al ballo della comunicazione i nostri figli si presenteranno col vestito che gli abbiamo cucito addosso; se vogliamo trovare colpevoli non dobbiamo guardare lontano dai nostri piedi”.
Appunto. Facciamolo, informiamoci, se vogliamo…difendere i nostri figli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





Se ti piace questo articolo lo puoi condividere!
Altre persone potrebbero trovarlo utile.