E’ un bambino o una bambina?

Un altro giorno di ordinaria follia

di Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

26 Settembre 2023

“E’ un bambino o una bambina?” mi chiede sorridente una signora sui sessanta mentre aspetto il caffè al banco.

Mi guardo attorno. Ci sono solo io.
Sta parlando con me, non ci sono dubbi.

Ma c’è un problema: i miei figli sono tutti a scuola. L’unico essere vivente che sta vicino a me in questo momento è il cane. In teoria sarebbe dei ragazzi, in pratica è mio, ma si sa che è la fine che fanno tutti i genitori che cedono alla litania del “mi compri un cane? lo porterò sempre fuori io… Lo prometto!!!!”.

Insomma, volente o nolente devo fargli fare un giretto, e già che ci sono mi prendo un caffè.
Ma la domanda della signora mi spiazza. Rispondo infastidito: “signora, è un cane. Non è un bambino”. Accompagno la mia risposta con un cenno della mano come a dire “non lo vedi???”.
Lei mi guarda, inorridita, e riprende: “intendevo dire se è un cane maschio o femmina”.
Non è vero. Ha usato la parola “bambino”. Voleva dire che per lei quello è un bambino. Le parole non si scelgono a caso.

Rispondo con un pizzico di cafonaggine “è un CANE femmina”. Sottolineo con la voce la parola cane.
Non mi sorride. Riprende a guardare il suo giornale e probabilmente pensa che io sia un imbecille.
Non è un episodio isolato quello che ho descritto, ma solo uno dei tanti momenti in cui ho sentito persone confondere l’uomo e il cane (o gatto, criceto ecc).
Un giorno sentii per caso, in stazione, due veterinari parlare. Uno dei due diceva: “fino a che non capiremo che dobbiamo pensare che chi porta un animale porta il suo ”figlio peloso” non daremo mai un servizio all’altezza…”.

Figlio peloso? Capite l’espressione e tutto quello che implica?

Ma andiamo avanti: un collega, un paio di anni fa, in occasione della festa di San Francesco e della benedizione degli animali esce con un post super polemico: “oggi ho visto un ritorno al medioevo in cui esseri asseritamente superiori (uomini) ma non tali sottoponevano barbaramente esseri asseritamente inferiori (animali) ma non tali ad un rituale inammissibile”.
Ora, mettiamo in chiaro una cosa: Se volete amare gli animali fate pure. E’ un’ottima cosa.
Ma per carità: abbiate ben chiaro che sono animali. Non uomini che hanno perso la posizione eretta (e la parola).

In scienza si parla di etogramma mi pare. In pratica vuol dire che se sei un cane non ti devono vestire da ballerina, fare la festa di compleanno con la torta personalizzata, il cappellino e i cani invitati (con tanto di “papà e mamme….”), non ti devono portare in giro col passeggino, comprare il gelato. No! Se sei un cane ti devono permettere di annusare cacche (a proposito: curioso pensare che i bisogni siano di fatto il social network dei quadrupedi), mangiare per terra, stare nudo. Insomma: trattarti da cane.

Se lo fate non amate l’animale.

E non amate nemmeno l’uomo, con una caricatura del genere.
E in ogni caso di bambini che hanno bisogno d’amore, credetemi, ce ne sono tantissimi.
Ah, un ultima piccola frecciatina a chi, come il collega, sostiene che l’animale sia superiore all’uomo: la prossima volta che ha mal di denti provi a farsi curare da fido.

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Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

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