EPIFANIA, VITTORIA della VITA

Solo la ragione è in grado di cogliere la dignità dell’essere umano quando è piccolo come una capocchia di spillo o quando è povero o sofferente o in difficoltà per una gravidanza imprevista.

di Pino Morandini

Coniugato con Patrizia, padre e nonno.

Fondatore del primo Movimento per la vita nel Trentino; cofondatore del Centro Trentino di Solidarietà, programma terapeutico per tossicodipendenti e dell’Associazione Provinciale Amici della Nefrologia.

Membro della Giunta nel Movimento per la Vita nazionale e membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione Family Day-Difendiamo i Nostri Figli.

Laureato in Giurisprudenza, Magistrato del T.A.R. della Lombardia, Sezione Staccata di Brescia dal 1984.

Dal 1988 al 2013 ricopre incarichi amministrativi all'interno del Consiglio Regionale della Regione Trentino – Alto Adige facendosi promotore di numerose leggi regionali a tutela della famiglia e della vita in particolar modo quella più fragile anche in ambito sanitario. Promuove iniziative per la formazione etica del personale sanitario e costituisce una Scuola di Formazione politica.

16 Gennaio 2025

Con un acuto saggio, nel 1981, in pieno referendum sull’aborto, Emilio Bonicelli indicò quell’epoca come “Gli anni di Erode”, stigmatizzando la cultura dominante, così dimentica della vita fragile racchiusa nel seno materno fin dal momento del concepimento.
Ad oggi siffatta cultura permane egemone, nel modo di pensare e di agire, nelle leggi e finanche in svariate pronunce giurisdizionali. Al punto da giustificare, senza batter ciglio, ulteriori violazioni dell’anzidetta fragilità (si pensi all’utero in affitto, eccezion fatta per il caso italiano, e alle svariate manipolazioni derivanti dall’ingegneria genetica).

Eppur qualcosa si muove e trova linfa vitale proprio nell’Epifania, Luce grandiosa che squarcia ogni nube.
I Magi, Re d’Oriente, appresa la notizia della nascita di un Re-Salvatore, si mettono in viaggio per andarlo a onorare. E si dirigono verso i palazzi, dove solitamente alloggia un Re. Ma poi sono indirizzati altrove.
E prendono atto che il Re chiamato a salvare il mondo nasce in condizioni infime, ultimo tra gli ultimi! A Lui si prostrano, Lui adorano. Ma da Lui, emblema della piena dipendenza e fragilità, i Magi, emblema della potenza che regge le Nazioni, apprendono anche il senso della vita, la risposta alle domande che contano, l’ubi consistam di una reale conversione.
E’ l’invito, anche per noi oggi, a un cambiamento radicale nella nostra vita e nella nostra cultura. La logica di quel Bambinello è farci comprendere nuovamente chi è Dio e a vivere di conseguenza.

Ma anche a farci ripensare chi è l’uomo. Che la sua vita, quella di ciascuno, è bella, unica, irripetibile, fragile e breve. Dal grembo alla vecchiaia.
Altrimenti, l’oscuramento del senso della vita comporta anche l’offuscamento della ragione e la corruzione della libertà.
Solo la ragione – capace di penetrare l’invisibile, oltre ciò che si vede con gli occhi – è in grado di cogliere la dignità dell’essere umano quando è piccolo come una capocchia di spillo o quando è povero o sofferente o in difficoltà per una gravidanza imprevista. Perché è capace di uno sguardo di venerazione che sa cogliere in sé e nell’altro un valore che va oltre e non dipende da ciò che rende la vita gradevole. Per l’appunto, la dignità di ogni uomo.

Sulla dignità umana la laica Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo fonda la libertà, la giustizia e la pace.
Ma allora la soppressione dell’uomo nei momenti di maggiore fragilità e debolezza non è forse la corruzione estrema della libertà? E questa non è piuttosto la facoltà di amare, di riconoscere l’altro nel suo valore, fino talvolta all’atto eroico del dare la vita per l’altro?
Paradossalmente, è proprio il crocevia della dignità umana uno dei principali varchi capace di aprire un dialogo tra credenti e non. Infatti, anche il non credente, per non cadere nella disperazione, sente il bisogno di affermare che ciò che determina il finalismo della storia e della società non è solo lui, ma ogni uomo in quanto tale.
Va ricostruita una nuova cultura della vita, frutto della “generale mobilitazione delle coscienze” e del “comune sforzo etico” auspicati da S. Giovanni Paolo II (E.V. p. 95).

Al cospetto di ogni bambinello concepito nel grembo materno saremo capaci di rispettare il suo diritto a vivere e di porgli – sul “crinale apocalittico della storia”, per dirla con La Pira – le domande che contano, interrogandoci sul senso del vivere, sul significato della dignità umana, sulla verità delle strutture portanti della civiltà?

Ne va del nostro futuro. Per questo l’Epifania è anche vittoria della vita!

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