“Mario sarà ucciso con il Tiopentone. La commissione bioetica delle Marche ha deciso come porre fine alla vita di un disabile stabilizzato e non in fase terminale della vita, creando così un precedente pericolosissimo che spalanca le porte al suicidio assistito. Quando si arriva a dare la morte ad una persona fragile e sofferente invece che cure e vicinanza abbiamo perso tutti, in primis le istituzioni statali che si ostinano ad ostacolare l’implementazione delle cure palliative previste dalla legge”, afferma Massimo Gandolfini leader del Family Day.
“Oggi l’Italia non ha fatto alcuna conquista ma ha solo intrapreso quella deriva mortifera che in altri Paesi europei ha portato in pochissimo tempo all’abbandono terapeutico di malati, disabili ed anziani, facendo passare nel giro di un lustro i casi di eutanasia da poche unità a migliaia ogni anno. Il nostro cordoglio ora è per Mario, usato come caso limite per aprire la crepa per via giudiziaria nel muro dell’inviolabilità della vita. Proprio in questa prospettiva e in vista della decisione della Consulta sul referendum sulla depenalizzazione dell’omicidio del consenziente, abbiamo dato vita ad un Comitato civico per il No al referendum, convinti che il bene del Paese sia fermare la cultura dello scarto e della morte”, conclude Gandolfini.



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