Eutanasia – Gandolfini (Family Day): Uccisione di Mario è una sconfitta per tutti e apre a derive mortifere, pronto il Comitato “NO al referendum sul suicidio assistito”

“Mario sarà ucciso con il Tiopentone. La commissione bioetica delle Marche ha deciso come porre fine alla vita di un disabile stabilizzato e non in fase terminale della vita, creando così un precedente pericolosissimo che spalanca le porte al suicidio assistito.

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

11 Febbraio 2022

“Mario sarà ucciso con il Tiopentone. La commissione bioetica delle Marche ha deciso come porre fine alla vita di un disabile stabilizzato e non in fase terminale della vita, creando così un precedente pericolosissimo che spalanca le porte al suicidio assistito. Quando si arriva a dare la morte ad una persona fragile e sofferente invece che cure e vicinanza abbiamo perso tutti, in primis le istituzioni statali che si ostinano ad ostacolare l’implementazione delle cure palliative previste dalla legge”, afferma Massimo Gandolfini leader del Family Day.

“Oggi l’Italia non ha fatto alcuna conquista ma ha solo intrapreso quella deriva mortifera che in altri Paesi europei ha portato in pochissimo tempo all’abbandono terapeutico di malati, disabili ed anziani, facendo passare nel giro di un lustro i casi di eutanasia da poche unità a migliaia ogni anno. Il nostro cordoglio ora è per Mario, usato come caso limite per aprire la crepa per via giudiziaria nel muro dell’inviolabilità della vita. Proprio in questa prospettiva e in vista della decisione della Consulta sul referendum sulla depenalizzazione dell’omicidio del consenziente, abbiamo dato vita ad un Comitato civico per il No al referendum, convinti che il bene del Paese sia fermare la cultura dello scarto e della morte”, conclude Gandolfini.

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