Eutanasia – Gandolfini (Family Day): Uccisione di Mario è una sconfitta e apre a deriva mortifera e abbandono terapeutico

“Mario è stato ucciso con iniezione letale, un disabile stabilizzato, lontano da uno stato terminale e che viveva senza ausili meccanici, ha scelto la morte. Si tratta di una sconfitta per tutto il sistema socio-sanitario italiano che invece che curare e farsi prossimo alle persone fragili e disabili sceglie la strada dello scarto. La sentenza […]

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

17 Giugno 2022

“Mario è stato ucciso con iniezione letale, un disabile stabilizzato, lontano da uno stato terminale e che viveva senza ausili meccanici, ha scelto la morte. Si tratta di una sconfitta per tutto il sistema socio-sanitario italiano che invece che curare e farsi prossimo alle persone fragili e disabili sceglie la strada dello scarto. La sentenza della Consulta del 2019 che ha stabilito delle condizioni molto generiche – come la sofferenza e l’irreversibilità della patologia – per depenalizzare l’aiuto al suicidio apre una deriva mortifera, che in altri Paesi del mondo ha portato ad un rapido abbandono terapeutico di anziani, disabili e malati. Di fatto l’Italia rientra oggi nel ristretto club delle nazioni che consentono il suicidio assistito e l’eutanasia attiva. Presto, come è successo altrove, accederanno a queste pratiche anche depressi e malati psichici e nel giro di poco tempo le persone eliminate saranno migliaia ogni anno, con grande soddisfazione per le casse dello Stato” commenta Massimo Gandolfini, neurochirurgo e leader del Family Day. 

“Come medico e presidente del Family Day ritengo irricevibile che il suicidio di Stato venga introdotto per via giudiziaria e che ancora oggi il sistema sanitario non riesca a garantire le cure palliative a tutti i malati cronici. La dignità non sta nell’aiutare una persona vulnerabile a suicidarsi ma nel garantirgli sostegno, prossimità e cure. Un faro in questa direzione ci viene offerto dalla lettera “Samaritanus Bonus”, recentemente pubblicata dalla Chiesa cattolica, che ribadisce che inguaribile non è mai sinonimo di incurabile e che tutti hanno diritto ad essere accolti, curati e circondati di affetto”, prosegue il presidente del Family Day.

“Il documento mette l’accento su quella insidiosa cultura dello scarto e dell’individualismo, da sempre stigmatizzata nel magistero di Papa Francesco, che conduce al concetto utilitaristico di vita degna di essere vissuta. Per noi uno stimolo a proseguire la nostra azione in favore della vita”, conclude Gandolfini.

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