CROSS (acronimo di “Costruire Relazioni Senza Stereotipi”) è il progetto che la Provincia di Pisa ha presentato in questi giorni sui vari media locali, ri-finanziato, con ben € 592.000 di soldi nostri, dalla Regione Toscana per promuovere l’ “uguaglianza di genere e l’educazione alle differenze” attraverso la realizzazione di “laboratori, percorsi di orientamento e attività di sensibilizzazione riguardo gli stereotipi di genere, ecc…, nelle scuole “di ogni ordine e grado (…), dai nidi fino alle scuole secondarie” e, ovviamente, combattere “il patriarcato”…
In un contesto in cui nelle scuole pubbliche manca persino la carta igienica nei bagni, la Regione Toscana trova un altro bel gruzzolo di soldi per finanziare progetti, come il CROSS, con cui, sotto lo slogan dell’uguaglianza di genere (che, di per sé, può voler dire tutto e niente) in realtà mira ad esautorare il ruolo dei genitori, cui spetta primariamente il diritto/dovere, costituzionalmente garantito, di educare i propri figli.
Attraverso progetti di questo tipo i bambini (a partire dall’età del nido!) vengono affidarti a personale, spesso apertamente schierato politicamente e, non di rado, anche privo di specifiche qualifiche professionali, senza che gli stessi genitori possano rendersi pienamente conto di che cosa ciò significhi.
In effetti, non tutti sono consapevoli dei gravi rischi insiti per il futuro dei propri figli lasciandoli, sin dalla più tenera età, in asili e scuole pubbliche permeati da ideologie politiche che, dietro la lotta alle discriminazioni, di fatto, operano per plasmare le future generazioni nel senso di una totale indistinzione tra i maschi e le femmine. Un progetto che, come l’esperienza insegna, conduce alla confusione e alla perdita di identità in molti giovani, con danni per gli stessi spesso irreversibili.
Se qualcuno tra i soliti amministratori locali di una certa parte (la cui buona fede, ovviamente, non mi permetto di discutere) crede ancora che la “violenza di genere” si combatta (semplifico ma non troppo) facendo giocare i maschietti con le bambole e le bambine con i trenini, dobbiamo prendere atto, con rammarico, che si tratta di politici che, incuranti dei dati e dei fatti sotto gli occhi di tutti, si rifiutano ostinatamente di fare i conti con la realtà.
Aldo Ciappi
Referente Family Day – sede di Pisa


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