Family Day sostiene presidio davanti al Miur contro la carriera alias

Avallare l’autopercezione di sé con strampalati registri in cui appaio speciali categorie di identità sessuali fluide e consentire il cambio di identità senza nemmeno che sia stato intrapreso un percorso di transizione non porta alcun beneficio a bambini e minori.

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

26 Maggio 2022

Il Family Day sostiene il sit-in davanti al Ministero dell’Istruzione promosso dalle associazioni Non si tocca la Famiglia e CitizenGo, in programma domani alle ore 15 in viale Trastevere a Roma, per protestare contro i protocolli non autorizzati che introducono la cosiddetta carriera alias nelle scuole. Avallare l’autopercezione di sé con strampalati registri in cui appaio speciali categorie di identità sessuali fluide e consentire il cambio di identità senza nemmeno che sia stato intrapreso un percorso di transizione non porta alcun beneficio a bambini e minori che sono in una fase di strutturazione della propria personalità.

Come dimostrano le esperienze di altri Paesi che stanno facendo marcia indietro, la carriera alias crea solo confusione e insicurezza ed è parte di un programma ideologico che ha già fatto molti danni irreparabili in alcune nazioni dove si è registrato un vero e proprio boom delle transizioni e di problemi dell’identità anche in soggetti giovanissimi.

Saremo presenti e ricordiamo agli istituti che si apprestano ad organizzare iniziative extracurriculari su questi temi sensibili la Nota Ministeriale n. 1972 del 15.09.2015, che stabilisce che “tra i diritti e i doveri e le conoscenza da trasmettere non rientrano in nessun modo né ‘ideologie gender’ né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo”.

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