Family Day – Veneto, Fine Vita: Una legge non serve. Piuttosto che rincorrere la distruzione della persona, contravvenendo alle finalità proprie del servizio sanitario, occorre insistere sul potenziamento delle cure palliative

Con sorprendente velocità la Conferenza dei Capigruppo ha iscritto all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio regionale del Veneto la trattazione della proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dai Radicali, tesa a legalizzare la procedura per il suicidio assistito. A parte la non necessità di una legge sul punto – lo dimostrano i 17 pazienti […]

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e
per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia
di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la
loro dignità ed esistenza.
Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non
ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La
famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si
donano generando il frutto del loro amore che sono i
figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella
varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che
oggi popolano il nostro pianeta.

29 Agosto 2026

Con sorprendente velocità la Conferenza dei Capigruppo ha iscritto all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio regionale del Veneto la trattazione della proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dai Radicali, tesa a legalizzare la procedura per il suicidio assistito.

A parte la non necessità di una legge sul punto – lo dimostrano i 17 pazienti che hanno ottenuto dall’ASL il via libera al suicidio assistito grazie alle numerose sentenze della Corte Costituzionale – sono noti gli effetti di una legalizzazione. Questa non è mai neutra, ma rappresenta una presa di posizione dell’intera società sul valore che si va a proteggere o a non proteggere, oltre all’impennata delle richieste di morte che essa genera e alla “pressione sociale indiretta” sulle persone fragili, che potrebbero convincersi di essere di peso per i propri cari e per la società, come hanno più volte sostenuto sia la Corte costituzionale sia la Corte EDU. E poi, una persona fortemente malata, senza adeguata assistenza, lasciata spesso sola, è davvero libera di decidere serenamente?

Piuttosto che rincorrere la distruzione della persona, contravvenendo alle finalità proprie del servizio sanitario ed evocando una delle pagine più atroci della storia umana, perché non insistere sul potenziamento delle cure palliative, atteso che gli studi condotti in ben 13 Paesi documentano che eutanasia e suicidio assistito calano drasticamente quando dette cure vengono messe in atto.

ASS. FAMILY DAY

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