Gandolfini (Family Day): Ambrogino d’Oro a don Giussani e contemporaneamente a Cappato oltraggia la cultura della vita

“L’assegnazione dell’Ambrogino d’oro a Marco Cappato è un riconoscimento alla cultura della morte e dello scarto, che contraddice il senso stesso di questo premio ispirato alla figura di uno dei più grandi Santi della Cristianità occidentale. Il sindaco Sala e il Comune di Milano compiono uno scelta ideologica che mette in chiave positiva l’azione di […]
Comunicato stampa

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

7 Dicembre 2022

“L’assegnazione dell’Ambrogino d’oro a Marco Cappato è un riconoscimento alla cultura della morte e dello scarto, che contraddice il senso stesso di questo premio ispirato alla figura di uno dei più grandi Santi della Cristianità occidentale. Il sindaco Sala e il Comune di Milano compiono uno scelta ideologica che mette in chiave positiva l’azione di un politico che viola numerose leggi italiane, organizzando viaggi della morte in Svizzera, persino per coloro che non sono trattenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale, come indicato nei requisiti contenuti nel pronunciamento della Consulta per accedere ai trattamenti di fine vita”, spiega Gandolfini.

Per Milano oggi è un giorno tristissimo, la capitale della solidarietà e del volontariato si trasforma in un megafono per chi propugna la morte di Stato, per le persone più fragili e sole, per chi sfrutta la disperazione di coloro che non possono contare sul sostegno e le cure di prossimità e che cedono alla retorica della finta compassione.

“Con uno stridente contrasto, nella stessa giornata viene peraltro assegnato l’Ambrogino d’Oro alla memoria a don Luigi Giussani, alfiere della Vita e della Speranza. Accostare il suo nome a quello di Cappato è una macchia che resterà nella storia della città di Milano e che segna il cambio di un’epoca, dalla cultura cristiana a quella dell’eugenetica, che induce anziani, disabili e malati a chiedere di essere eliminati per non disturbare la parte produttiva della popolazione”, sostiene Gandolfini.

 

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