Gandolfini (Family Day): Bonaccini sbaglia, la 194 non prevede che i consultori siano distributori di pillole abortive

Una cultura mortifera, che sembra infastidita anche da un solo bambino fatto nascere dopo una gravidanza difficile; una cultura figlia dell'ideologia che ha portato all'inverno demografico.
Comunicato stampa

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

1 Ottobre 2022

“Bonaccini annuncia la distribuzione della Ru486 nei consultori, dopo una scelta dettata dalle manifestazioni dell’estrema sinistra e senza alcun confronto con la comunità medico-scientifica. Si tratta di una decisione in sfregio della stessa L 194, che per i consultori prevede ben altra funzione e che intende – per quanto sia possibile in una legge che legalizza l’aborto – proteggere la salute delle donne” dichiara Massimo Gandolfini, Presidente del Family Day.

“Bonaccini alimenta così quella cultura dell’aborto fai-da-te che mette a rischio donne che affrontano in solitudine questa dolorosa e pericolosa pratica. Secondo il modello proposto dal governatore dell’Emilia Romagna le Regioni se ne lavano pilatescamente le mani e rispediscono a casa -dopo aver distribuito nei consultori pillole abortive come caramelle – donne spesso giovanissime e neanche adeguatamente informate. La stessa L 194, identifica invece nei consultori non luoghi destinati alla pratica dell’aborto, bensì centri predisposti per accogliere le mamme in difficoltà e per cercare di rimuovere tutte le cause che le inducono a non portare a termine una gravidanza.

“Per oltre quarant’anni i consultori hanno avuto mandato (spesso purtroppo disatteso) di svolgere questo ruolo; oggi qualche governatore vuole trasformarli in distributori di aborto privi di qualsiasi strumento e voce che possa aiutare le donne a fare una scelta diversa. Una cultura mortifera, che sembra infastidita anche da un solo bambino fatto nascere dopo una gravidanza difficile; una cultura figlia dell’ideologia che ha portato all’inverno demografico; una cultura nemica delle donne, poiché non vuole offrire loro alcuna scelta se non quella dell’aborto

“Le Regioni – conclude Gandolfini – possono e devono fare scelte diverse, peraltro in coerenza con la L 194. Così come ha fatto il Piemonte che ha finanziato con 400mila euro una legge per il sostegno delle madri con gravidanze difficili. Auspichiamo che questi fondi siamo aumentati e che l’iniziativa sia un modello per altri governatori.

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