Gandolfini (Family Day): Comune di Milano fermi il salone dell’utero in affitto, no al mercato degli esseri umani

“L’evento di Milano ha un nome 'Un sogno chiamato bebé', in realtà si tratta di un incubo che ricade sui bambini strappati dalla mamma prima ancora di essere allattati.

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

24 Febbraio 2022

“Chiediamo al sindaco Sala, alla giunta, al Consiglio comunale, al Prefetto e a tutte le autorità competenti della città di Milano di impedire lo svolgimento della vergognosa fiera sulla fecondazione artificiale e l’utero in affitto che farà tappa a Milano il 21 e 22 di maggio, presso lo Spazio Antologico-East End Studios di via Mecenate 84 ”, afferma il presidente del Family Day Massimo Gandolfini.

“Il salone, che si è già tenuto in diverse città europee, è un vero e proprio mercato del corpo umano e delle vite delle persone. Siamo quindi di fronte ad eugenetica al servizio di desideri senza limiti. I bambini non si comprano, gli esseri umani non sono materiale che va selezionato e scartato e la maternità non può essere ridotta ad un business per la riproduzione”, prosegue Gandolfini.

“L’evento di Milano ha un nome ‘Un sogno chiamato bebé’, in realtà si tratta di un incubo che ricade sui bambini strappati dalla mamma prima ancora di essere allattati (trattamento riservato nemmeno ai cuccioli di cane) e su donne disperate e fragili che vendono il loro utero senza la consapevolezza delle conseguenze fisiche e psicologiche, come hanno documentato molte inchieste giornalistiche”.

“Le autorità devono intervenire subito, tenendo conto che in Italia la pratica è un reato punito penalmente dalla Legge 40 con la reclusione e con sanzioni durissime e che la Corte Costituzionale l’ha definita offensiva della dignità della donna e lesiva delle relazioni umane. Ci sono quindi tutti gli strumenti per impedire che Milano ospiti questo mercato delle donne e dei bambini degno delle peggiori piazze dello schiavismo di altre epoche storiche” conclude Gandolfini.

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