Gandolfini (Family Day): L’esecutivo Draghi vara in extremis un ddl Zan mascherato. Il nuovo governo non segua direttive ideologiche già bocciate dagli elettori

Il testo pianifica l’ingerenza nel campo educativo, medico-scientifico e in quello dei media tramite “la formazione dei produttori di cultura”
Comunicato stampa

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

7 Ottobre 2022

Un governo uscente, mai votato da nessuno, non ha la competenza per assumere impegni per i prossimi tre anni sui temi sensibili affrontati dalla Strategia Nazionale LGBT+ 2022-2025, approvata lo scorso 5 ottobre. Il testo è un ddl Zan mascherato, che parte dal presupposto che gli italiani siano un popolo omofobo da rieducare e che assume per buone tutte le controverse teorie propugnate dalle associazioni LGBT più radicali – che partecipano a un tavolo di ascolto nazionale – che non hanno mai nascosto sia di battersi per la legalizzazione di pratiche come l’utero in affitto e l’eterologa per tutti e per l’introduzione della carriera Alias nelle scuole di ogni ordine e grado.

Il testo ha molti aspetti liberticidi poiché pianifica l’ingerenza nel campo educativo, medico-scientifico e in quello dei media tramite “la formazione dei produttori di cultura”. C’è il serio rischio che un giornalista non possa più dire, salvo essere accusato di omofobia, che un bambino ha il diritto a non essere venduto tramite la maternità surrogata, che ha bisogno di un padre e una madre e che non deve essere esposto a strampalate teorie gender che indicano, anche ai bambini molto piccoli, più di 50 generi di riferimento a cui aderire.

Molti sono i punti controversi di una strategia che entra nelle scuole, nelle istituzioni e anche nei posti di lavoro senza essere passata per il parlamento. Il ddl Zan è stato bocciato anche da una parte della sinistra proprio per i suoi aspetti più liberticidi e per la distruzione del concetto di sesso biologico, criticata dalle femministe. Farlo rientrare dalla finestra a legislatura ormai chiusa è un atto meschino e anti-democratico che non rispetta il volere degli elettori che hanno punito le forze che hanno fatto di questi temi la loro bandiera. Ribadiamo che ci sono già tutti gli strumenti giuridici per colpire chi usa violenza e discriminazioni contro gli omosessuali e questi vanno applicati con la massima severità contro chi ancora discrimina in base all’orientamento sessuale. Altra cosa è imporre una visione ideologica della famiglia e relativizzare l’identità sessuata biologica tramite iniziative dettate dalle associazioni LGBT. Tutto questo è già stato bocciato dagli elettori che hanno dato ben altro mandato al prossimo Governo Meloni.

 

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