“La sepoltura dei bambini abortiti è un atto di civiltà. Tutti sanno benissimo che anche sotto le 28 settimane un feto è completamente formato e trattarlo come materiale organico di scarto aggiunge solo brutalità ad una pratica, l’aborto, che la stessa legge 194 chiede di evitare in tutti i modi rimuovendo le cause che impediscono alla donna di portare a termine la gravidanza.
La sepoltura proposta dal Pdl (Progetto di legge), presentato a firma Isabella Rauti, non lede la dignità della donna; infatti nessun riferimento alla madre, già costretta a vivere questo dramma, sarebbe ovviamente presente sul luogo della sepoltura. Nessuna civiltà fino ad oggi ha mai negato il riconoscimento della dignità di un bambino non nato. Oggi invece, nel nome di una strumentale e non meglio specificata “difesa dei diritti”, scatta l’isterismo del mainstream progressista non appena sia riconosciuto il valore intrinseco di ogni vita umana.
Visto che la 194 è ormai diventata una bandiera politica sventolata da tutti, l’Italia del più cupo inverno demografico resta ancora in attesa della attuazione della parte del testo di legge tesa a tutelare il valore della maternità prevenendo l’aborto. Le parlamentari dem che si indignano per questo Pdl sono le prime ad ingannare le donne italiane con la loro retorica mortifera e con politiche che mai hanno favorito il riconoscimento e la tutela del legame primigenio di ogni vita umana, quello tra una madre e il suo bambino”, dichiara Massimo Gandolfini, presidente del Family Day.



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