“Nel silenzio generale dei grandi media, ieri il Parlamento Europeo ha apertamente condannato la barbara pratica dell’utero in affitto. Con l’approvazione della risoluzione 2022/2633, dal titolo ‘L’impatto della guerra contro l’Ucraina sulle donne’, l’emiciclo di Strasburgo dice chiaramente nei punti 12, 13 e 14 del testo che condanna la pratica della maternità surrogata, che può esporre allo sfruttamento le donne di tutto il mondo, in particolare quelle più povere e in situazioni di vulnerabilità, come nel contesto della guerra. Inoltre il Parlamento sottolinea le gravi ripercussioni della maternità surrogata sulle donne e sui neonati e chiede l’introduzione di misure vincolanti volte a contrastarla”, afferma il leader del Family Day Gandolfini.
“La civiltà europea si è ricordata di essere culla dei diritti umani e che l’utero in affitto è inconciliabile con qualsiasi stato di diritto, che rifiuta il mercimonio di essere umani; una donna non si affitta e un bambino non si compra. Ora che anche il massimo organismo legislativo europeo ha chiesto di fermare questa pratica, il Parlamento italiano non ha più scuse per fermare le proposte di legge volte a far diventare l’utero in affitto reato universale, perseguibile anche se eseguito all’estero”, conclude Gandolfini.



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