Giornata Mondiale della Salute 2022: un mondo in cui aria, acqua e cibo puliti siano a disposizione di tutti

Impegniamoci davvero ad aver cura di quel meraviglioso e unico giardino che è la terra partendo dall’amore per il suo frutto più maturo: l’uomo.

di Silvio Ciccarone

Sposato e padre di una bambina è laureato in Scienze dell'Informazione, si occupa di web and content management, è referente del Family Day di Sondrio, risiede a Gravedona e Uniti sul lago di Como

7 Aprile 2022

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scelto, per la Giornata Mondiale della Salute di quest’anno, il tema della connessione esistente tra salute umana e salute del pianeta.

Le domande che l’OMS pone a spiegazione del titolo sono le seguenti:

• Siamo in grado di re-immaginare un mondo in cui aria, acqua e cibo puliti siano a disposizione di tutti?
• Dove le economie sono focalizzate sulla salute e sul benessere?
• Dove le città sono vivibili e le persone hanno il controllo sulla propria salute e sulla salute del pianeta?

Nella pagina dell’OMS dedicata alla giornata, la connessione tra salute umana e pianeta sembra essere incentrato sull’aspetto ambientale: lotta all’inquinamento, economie indirizzate a salute e benessere, vivibilità delle città, autodeterminazione e democrazia.
Le malattie più diffuse e mortali come cancro, malattie cardiache e asma sono messe, nella pagina dell’OMS, in stretta relazione con l’inquinamento ed i cambiamenti climatici.

Il malessere del pianeta produce il malessere dell’umanità. Le disparità economiche, di accesso alla sanità e ad un’alimentazione sana sono ancora troppo grandi tra i paesi ricchi e quelli poveri.
I cambiamenti climatici causano inquinamento dell’aria, aumento delle zanzare che diffondono malattie in posti sempre più lontani e più velocemente.

È necessario creare società del benessere sostenibile, prosegue l’OMS, che perseguano una salute equa per tutti ora e per le future generazioni. Le società del benessere hanno come obiettivi, il benessere umano, l’equità e la sostenibilità. Questi obiettivi richiedono un’economia adeguata, investimenti a lungo termine, budget, protezione sociale e fiscale.
L’OMS chiede, quindi, che ci siano azioni legislative conseguenti, cambiamenti nelle aziende e negli individui che devono essere incentivati a compiere scelte per la propria salute e quella dell’ambiente.

Tutto bene dunque? Non ne sono del tutto convinto.

Certamente, una maggiore attenzione all’ambiente ci vede tutti d’accordo: chi potrebbe desiderare mari inquinati, aria irrespirabile, veleni nei cibi e così via?
Siamo anche concordi nel desiderare che tutti abbiano la possibilità di nutrirsi in modo sano, di avere sufficienti risorse economiche per vivere dignitosamente.

La pagina di presentazione della giornata non dice niente di nuovo in fondo, niente che non si possa condividere, ma quello che stona è quello che manca, quello che non si dice, cioè che la salute dell’uomo non si riduce al suo benessere psico-fisico, a vivere in un ambiente salubre, che i suoi doveri non si limitano al lasciare in eredità un mondo abitabile e che c’è dell’altro.
Innanzitutto, la complessità del mondo. Sarebbe bello se bastassero le buone intenzioni per cambiare la realtà, ma questa, purtroppo, non è completamente addomesticabile.

Le guerre, come vediamo in questi giorni, la povertà, una natura non sempre benigna, come ci testimoniano la scienza, la storia e la poesia, non ci abbandoneranno mai.
Siamo sicuri che sia sufficiente essere sazi per non essere disperati (per parafrasare il card. Biffi)?

No, l’uomo non è fatto solo per durare, come ricorda Davide Rondoni nel suo recente libro, ma per dare un senso alla propria esistenza e questo è argomento totalmente assente dai programmi e dalle prospettive delle organizzazioni internazionali e dei governi che, invece, sono intrisi di una visione materialista del mondo e dell’uomo, tanto da mettere quest’ultimo sullo stesso piano di piante ed animali, da concepirlo come un elemento della biosfera non ontologicamente diverso da una zanzara anzi, spesso, più dannoso.

Eppure tanti studi, come per esempio l’analisi esistenziale, la sapienza umana immortalata nei versi di tanti capolavori letterari, quella divina racchiusa nella Bibbia, quella spirituale espressa in tanti testi e tradizioni di tutto il mondo, ci raccontano tutt’altro, ci parlano di un essere che è corpo, psiche e spirito, ci dicono che questi tre aspetti non possono essere disgiunti, che sono strettamente legati tra loro, seppur gerarchicamente, tanto che il vero benessere può essere raggiunto solo tenendo conto di tutti e tre.
È di questi giorni la pubblicazione da parte della stessa OMS delle “Linee guida per la cura dell’aborto” nelle quali si dice che le leggi che impediscono l’accesso sicuro e generalizzato all’aborto senza limiti di tempo, quindi fino alla nascita, “per tutte le ragazze, le donne e le persone incinte” (sic!) ledono i diritti umani.

In queste linee guida si afferma pure che l’obiezione di coscienza del personale sanitario va messa in secondo piano rispetto alla garanzia di accesso all’aborto, si sostiene che non ci devono essere intermediari, cioè che nessuno tenti di dissuadere la donna ad abortire, infine, che l’aborto farmacologico debba essere fornito anche solo a seguito di una telefonata.
Si parla di natura, ma le organizzazioni internazionali la negano quando sostengono le teorie gender, il transessualismo anche dei minori, i farmaci bloccanti la pubertà e così via.

È salvaguardare l’ambiente, la natura e l’uomo sostenere che il sesso biologico è trascurabile? Che i bambini possono essere generati in provetta mediante selezione? Che la maternità surrogata, con bambini sottratti alle madri alla nascita, sia ammissibile, anzi un diritto? È esser solleciti per il bene dell’uomo favorire le campagne per l’aborto e la contraccezione facendo dipendere da queste gli aiuti economici ai paesi più poveri?
L’OMS per poter essere credibile deve essere coerente, se davvero cerca il bene dell’uomo e del creato, non può promuovere nuovi modi per violentarli.

Impegniamoci davvero ad aver cura di quel meraviglioso e unico giardino che è la terra partendo dall’amore per il suo frutto più maturo: l’uomo.

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