Il battito di un cuoricino e la paura della verità

Ascoltate quel cuore che batte.

di Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

19 Dicembre 2023

Mi chiedo come mai una raccolta firme possa suscitare tanto scandalo, e ribellione. Si chiede, in fondo, una cosa molto semplice: far sentire alla gestante, prima che prenda la decisione di abortire, di sentire il cuore del bambino.

Si parta da un punto fermo: quello è il cuore del bambino che c’è davvero nella pancia. Non è un suono simulato, creato al computer. No, quello è il suo battito. Fa tu-tum tu-tum tu-tum. Lo fa davvero, senza alcuna simulazione.

Ma leggiamola in un altro modo, che poi è l’unico ammissibile: quel battito è, semplicemente, il rimbombo della verità. Non una verità, ma LA verità, perchè quel cuore batte, batte davvero. E se batte vuol dire che lì dentro, in quella pancia c’è un qualcuno, seppur primordiale, che è oggi e che forse non sarà mai perchè si decide di fermarlo quel cuore.
“La verità ti fa male lo so” dice una vecchia canzone di cui non ricordo il testo e nemmeno il contesto. Ma quel ritornello mi rulla nella testa quando penso alle polemiche che sono nate dalla raccolta firme.
E’ vero, fa male. Molti si lamentano di questo. “Violenza” gridano Parenzo e i suoi compari. Violenza?
E di che tipo? E’ forse violenza dire la verità?

E’ violenza dar voce a quel piccolo che verrà assorbito con una cannula (a proposito di violenza)?
Può mai far paura udire il vero?
Sì, ma solo se vivi nella menzogna.

Perché a quelle donne si vuol sempre dire che in fondo quello che hanno in pancia non è che un grumetto di cellule, che non c’è nulla, nessuna vita. Glielo si dice, ma poi c’è un cuore che batte. E quello svela le mille menzogne che a quel punto restano nude.
La paura dei molti non è quella della violenza, ma quella della verità.
E allora si grida allo scandalo, a questi neofascisti pro vita che usano tecniche vicine alla tortura per obbligare donne a portare avanti gravidanze indesiderate. Cambiano nome, la chiamano con un acronimo, la chiamano IVG così sembra una cosa da poco, quasi una cura.

No, signori. No, se proprio lo volete fare fatelo, ma ascoltate quel cuore che batte.
Qualcuno di molto saggio, circa duemila anni or sono, disse: “La verità vi farà liberi”. Allora, se proprio i paladini della libertà a tutti costi voglion esser tali, che questa verità abbiano almeno il coraggio di ascoltarla.

E fa tu-tum, tu-tum, tu-tum

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Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

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