Il Padre: tra il riconoscimento della sua necessità e la minaccia ideologica

Il miglior modo per onorare i padri non è limitarsi a celebrazioni formali, ma riscoprirne il valore culturale e il ruolo essenziale accanto alla madre. Solo così sarà possibile ricostruire basi solide per una società equilibrata e consapevole.

di Francesco Mazzarella

nato nel 1972, napoletano, sposato con Daniela, padre di 5 figli. Avvocato civilista e Consulente familiare. Già Segretario nazionale Aiccef, (Associazione nazionale consulenti della coppia e della famiglia). Co-referente nazionale commissione scuola family Day.

19 Marzo 2025

Nel giorno della festa del papà, è importante ricordare e ringraziare Dio per tutti i padri, presenti o già in cielo. Allo stesso tempo, questa ricorrenza offre l’opportunità di riflettere sulle conseguenze dell’assenza paterna in ambito educativo e affettivo, soprattutto per i bambini.

La figura paterna rappresenta uno degli archetipi psicoaffettivi fondamentali per una crescita armoniosa ed equilibrata. Come sosteneva Freud, molte nevrosi e difficoltà comportamentali possono derivare, in parte o del tutto, dall’assenza del padre in una fase cruciale dello sviluppo.
Il padre rappresenta l’autorità e il limite, essenziali per la strutturazione della coscienza, parte della psiche che interiorizza le norme morali e sociali.
Difatti, mentre per i figli maschi, la mancanza del padre può ostacolare l’identificazione con un modello maschile positivo, per le figlie può influenzare il modo in cui si relazionano agli uomini in età adulta
Ma la mancanza della figura paterna non si limita alla sfera individuale: essa si riflette anche sul piano sociale e valoriale. Il padre è colui che, ancor prima di qualsiasi altro intervento educativo, trasmette quei principi fondamentali su cui si fonda la coscienza civile. Non sorprende, dunque, che una società che rifiuta i valori sia spesso la stessa che ha rifiutato il ruolo paterno, accusandolo ingiustamente di ogni male.

A questo si aggiunge un pericolo ancora più insidioso: nel tentativo di combattere ogni forma di paternalismo, visto come un retaggio di una cultura maschilista del passato, si rischia di distruggere completamente il padre come archetipo psicoaffettivo essenziale. Questo furore ideologico, mosso dall’intento di eliminare ingiustizie e squilibri, finisce paradossalmente per privare la società di una delle sue figure educative primarie, con conseguenze devastanti sul piano affettivo, psicologico e sociale.

Nei giorni dedicati alla celebrazione della paternità, è doveroso denunciare le conseguenze della sua assenza: ripercussioni che si estendono dal singolo individuo all’intera collettività. Prima ancora di discutere di modelli educativi più ampi, è necessario prendere coscienza del vuoto lasciato dalla figura paterna e delle sue implicazioni a lungo termine.

Il miglior modo per onorare i padri non è limitarsi a celebrazioni formali, ma riscoprirne il valore culturale e il ruolo essenziale accanto alla madre. Solo così sarà possibile ricostruire basi solide per una società equilibrata e consapevole.
Tutto il resto è sterile ideologia.

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