Il rischio reale e quello percepito nei disastri naturali e nei cambiamenti climatici

Il potenziamento dei sistemi di protezione civile e di limitazione dei possibili danni attraverso i tanti modi per prevenirli costituiscono il modo migliore per affrontare i rischi ambientali, non la demagogia che crea disagio psicologico e incertezza per il futuro.

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

22 Aprile 2023

Il presente articolo si ispira allo scritto “Pericolo, rischio e rischio percepito” (http://www.agrarialombardia.it/wp-content/uploads/2022/12/Pericolo-rischio-e-rischio-percepito.pdf) del professor Luigi Mariani, che ringraziamo per la gentile concessione.

 

Il professor Luigi Mariani, professore Associato di Agronomia presso l’Università degli Studi di Brescia, direttore del Museo Lombardo di Storia dell’Agricoltura e vicepresidente della Società Agraria di Lombardia, ha scritto un interessante articolo su “Pericolo, rischio e rischio percepito”, che prende spunto da uno scritto della climatologa statunitense professoressa Judith Curry.

Il professore parte facendo chiarezza su cosa si intenda per pericolo, rischio, vulnerabilità ed esposizione, premessa per comprendere due concetti: quali siano i rischi reali per l’uomo connessi a disastri naturali e cambiamenti climatici e quali siano quelli percepiti sfruttati dalla propaganda demagogica (tralasceremo una parte consistente dell’articolo nella quale si parla di alimentazione e colture che fanno ricorso a fitofarmaci ed altri mezzi atti a migliorare la resa delle coltivazioni agricole).

Pericolo, rischio, vulnerabilità ed esposizione

Il pericolo è la proprietà di un agente chimico, fisico, biologico o di un fenomeno (geologico, marino o atmosferico) di causare effetti avversi su un organismo, un sistema o una popolazione.

Il rischio è la probabilità che un effetto avverso si verifichi in seguito ad esposizione a un agente pericoloso.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la sicurezza è la probabilità che l’esposizione ad un agente pericoloso non dia luogo ad alcun effetto avverso.

La formula Rischio = Pericolo x Vulnerabilità x Esposizione ci dice che non sufficiente dire che il farmaco XY è pericoloso ma occorre anche verificare se l’individuo che lo assume è vulnerabile (essendo ad esempio allergico a tale farmaco) e se è esposto a una dose sufficientemente elevata. Ciò porta a esprimere in modo semplificato la formula come Rischio = Pericolo x Dose. Quest’ultima formula ci dice che è tutta questione di dosi, come ebbe a dire il grande medico svizzero del XVI secolo Paracelso, padre della tossicologia moderna e secondo il quale “è la dose che fa il veleno”. Un esempio lampante di ciò è dato dal fatto che una sostanza apparentemente innocua come l’acqua se assunta in dosi smodate (parecchi litri al giorno) può portare addirittura al coma.

Rischio reale e rischio percepito

Fatta questa indispensabile premessa, cerchiamo di comprendere la distinzione tra rischio reale e rischio percepito che spesso non coincidono. Il primo fa riferimento alla realtà oggettiva, il secondo alla percezione soggettiva dell’osservatore.

Tutti noi abbiamo delle paure soggettive che spesso non coincidono con il rischio reale che certe situazioni provochino effetti avversi: la paura del buio, di viaggiare con gli aeroplani, dei topi, etc..

I demagoghi – come lo sono i dittatori, oppure coloro che usano paure e desideri delle persone per vendere i propri prodotti – sfruttano i timori delle persone e li alimentano per raggiungere determinati scopi di carattere politico, economico e culturale.

Tra le paure diffuse nella popolazione ve ne sono alcune (le radiazioni, i residui dei fitofarmaci negli alimenti, i cibi geneticamente modificati e così via) che non hanno ragion d’essere sulla base degli studi scientifici effettuati, mentre vi sono comportamenti e situazioni provatamente pericolosi (obesità, fumo, abuso di bevande alcoliche, guida nel traffico ed uso dei cellulari durante la guida) che non suscitano le stesse reazioni di timore.

La conseguenza è che la politica compie scelte indirizzate a suscitare nella popolazione paure infondate senza evidenziare le azioni utili a ridurre i pericoli concreti cui le persone possono andare incontro. È così che ad esempio l’Unione Europea danneggia l’agricoltura continentale cavalcando il tema del rischio legato ai fitofarmaci, visti come la causa di malattie che, viceversa, non sono riscontrate a livello scientifico.

Rischio reale e rischio percepito

Figura 1 – Rischio alimentare reale e percepito – Fonte: regione Piemonte, ARPA,http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/temi-ambientali/alimenti/argomento-del-mese-la-frutta-autunnale-2/percezionerischioalimentare.jpg/image_view_fullscreen (sito visitato l’1 dicembre 2022)

Il rischio associato ai disastri naturali e al cambiamento climatico

Un esempio molto concreto della differenza tra rischio percepito e rischio reale è rappresentato dall’andamento dei disastri naturali geofisici, idrogeologici e metereologici negli ultimi sessant’anni rispetto ai decenni precedenti.

I dati mostrano un aumento esponenziale di questi disastri nel periodo che va dal 1960 al 2000 per poi stabilizzarsi dopo questa data.

Il motivo principale di questo aumento, come spiegato nel report 2015 del Centre for Research on the Epidemiology of Disasters (CRED) dell’università di Lovanio, è costituito dalla maggiore accuratezza dei rilevamenti e dallo sviluppo dei mass-media che hanno contribuito ad un censimento molto capillare di tali fenomeni: “Il volume e la qualità dei dati relativi ai disastri naturali sono aumentati enormemente dopo il 1960, quando la statunitense OFDA (Office of Foreign Disaster Assistance) ha iniziato attivamente a raccogliere informazioni su questi eventi. L’attivazione del CRED nel 1973 ha ulteriormente migliorato la registrazione dei dati. Infine, a una migliore segnalazione dei disastri hanno contribuito lo sviluppo delle telecomunicazioni globali e dei media, l’aumento dei finanziamenti umanitari ed il rafforzamento della cooperazione internazionale. Pertanto, l’aumento della frequenza dei disastri nel mezzo secolo scorso è almeno in parte dovuto alle aumentate possibilità di monitoraggio”.

La conferma che il monitoraggio accurato e non i cambiamenti climatici ha determinato questo aumento è data dal fatto che anche i fenomeni geofisici (vulcani, terremoti, etc.), che non sono influenzati dai cambiamenti climatici, sono aumentati in modo simile a quelli metereologici e idrologici.

Se si considera il numero di morti causato dai disastri naturali dal 1900 ad oggi, si nota un calo drastico dovuto al miglioramento delle condizioni di vita e della presenza e organizzazione di sistemi di protezione civile che rendono le popolazioni meno vulnerabili agli eventi naturali avversi.

Se calano le vittime ed il numero di disastri rimane sostanzialmente invariato, significa che il rischio climatico globale è anch’esso in calo contrariamente a quanto affermato dagli organismi internazionali e dai mezzi di comunicazione.

In conclusione, il potenziamento dei sistemi di protezione civile e di limitazione dei possibili danni attraverso i tanti modi per prevenirli (cura del territorio, edifici più sicuri e lontani dalle zone a rischio, ecc.) costituiscono il modo migliore per affrontare i rischi ambientali. La demagogia, il terrorismo formativo nelle scuole e quello informativo nei mass-media sono lo strumento più sicuro per far crescere panico, insicurezza, incapacità di pensare al futuro ed aumentare i conseguenti disturbi psichici nella popolazione mondiale, oltreché sprecare immense risorse per inseguire false soluzioni (quale il divieto di produzione di veicoli con propulsori endotermici) anziché affrontare i problemi veri dell’umanità.

Figura 2 – Andamento del numero dei disastri meteorologici e climatologici dal 1900 al 2021.

Figura 3 – Andamento del numero dei disastri geofisici dal 1900 al 2021.

 

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