La Cultura della Vita nel futuro dell’Europa. One of Us – European Convention / Brussels, 7 maggio 2022

L’Europa deve guardare al futuro con speranza e con il coraggio di proporsi al mondo nella scoperta della radice di ogni diritto : quello alla vita, ribadendo che ogni figlio concepito è “uno di noi”, è il futuro dell’umanità.

di Paolo Maria Floris

Laureato in Scienze Politiche presso l’Università “La Sapienza” ed in Filosofia presso l’Università “Gregoriana” , è attualmente in pensione dopo aver prestato servizio presso Enti locali e Ministeri ed aver ricoperto, come ultimo incarico, il ruolo di Segretario Generale del Comune di Castel Gandolfo. Ha ricoperto l’incarico di responsabile dell’ Ufficio Finanza locale dell’ANCI Nazionale. E’ stato Presidente del Forum delle Famiglie del Lazio. E’ stato consigliere, durante la XVI Legislatura, nello staff del V. Presidente della Camera. E’ stato docente nei Corsi di formazione della Scuola Superiore dell’Amministrazione del Ministero dell’Interno, dell’Ist. “Tagliacarne” dell’Unioncamere, dell’Università di Teramo. E’ attualmente membro del Direttivo dell’Associazione “Laudato si’ “ ( organizzatrice di “LAB.ORA” Corsi di Formazione sulla Dottrina sociale su tutto il territorio nazionale), dell’Organo di Amministrazione-Consiglio Direttivo dell’ “Associazione Family Day APS” e Segretario Generale dell’ACAF, Associazione Culturale per l’Alta Formazione, fondata e presieduta fino alla scomparsa da Ettore Bernabei.

10 Maggio 2022

Signor Presidente, Signor Moderatore, Signori Relatori, Signore e Signori,

Ringrazio sentitamente la Confederazione “One of us” per l’invito a questo importantissimo Convegno, che si svolge proprio a ridosso della riflessione finale delle istituzioni europee sul futuro dell’Europa, in data 9 maggio a Strasburgo, in occasione della cerimonia di chiusura della Conferenza sul medesimo tema.
In queste ore drammatiche, a causa della guerra in Ucraina, seguite ad un lungo periodo altrettanto critico generato dalla pandemia, il futuro dell’Europa si prospetta, sempre più, non come un modello teorico astratto da perseguire, ma come la capacità di costruire nuovamente l’Europa-Istituzione.

La stessa dottrina internazionalistica ha stentato a definire la natura giuridica dell’UE : entità federale, ente sovranazionale, comunità di diritto etc. ; quello che oggi è comunemente accettato è che si tratti di una organizzazione internazionale, ma niente di più; è vero che vi è una moneta unica ma mancano una politica estera comune, un sistema di difesa comune, un sistema fiscale comune, un diritto del lavoro comune etc. Le istituzioni che contano sono principalmente quelle tecnocratiche, e ciò evidenzia la rinuncia o la impossibilità dell’istituzione a costruire una identità europea comune.
Come dunque ragionare sulla costruzione di una nuova istituzione che abbia come obiettivo la peculiarità della identità europea ?
Nella lunga stagione post-bellica della seconda metà del Novecento, per la prima volta nella storia delle società occidentali, la maggioranza della popolazione ha avuto accesso ad una “libertà di massa” ( M. Magatti)(*1) , che però non trova più nelle istituzioni politiche la capacità di rispondere ad una Libertà che non si riconosce più nel suo tradizionale rapporto con l’Autorità e non è più tutelata e tutelabile dallo Stato a causa della continua erosione della Sovranità dei singoli stati.

L’Europa si è trovata in prima linea di fronte a questa domanda di libertà, concepita però su una idea di autodeterminazione assoluta dell’individuo; e così la domanda di libertà e delle libertà ha richiesto l’eliminazione di qualsiasi vincolo sia sociale ( es. famiglia ), sia economico ( es. la “deregulation” del mercato finanziario globale ), sia istituzionale ( es. il rapporto con l’Autorità nei vari ambiti della vita associata ; ma gli ipotizzati risultati di questo modello di libertà sembrano aver unicamente ( e drammaticamente ) trasformato l’uomo da produttore in consumatore ( Z. Bauman )(*2) generando quella vita “liquida”nella quale l’individuo vive in costante oscillazione tra la ricerca spasmodica di relazioni e il timore che la stabilità della relazione finisca per limitare la capacità di instaurare relazioni. Allora la possibile risposta dell’istituzione politica dovrebbe essere quella di generare un diritto che non sia ridotto a puro “proceduralismo” ( e cioè a norme che vengono ritenute “diritto” unicamente perché correttamente approvate dal punto di vista regolamentare ) ma sia una costante ricerca delle evidenze che da sempre sottolineano il primato della Relazione in cui il rapporto “Io-Altro” si può fondare sul pieno Riconoscimento , evitando il rischio di far slittare questo rapporto nell’ “Io-Esso” , in cui l’altro è vissuto attraverso categorie precostituite .
Quali sono queste evidenze ? Sono i diritti umani che non hanno bisogno di una codificazione perché “Non da ieri ma da sempre ( le leggi non scritte ) vivono e quando diedero di sé rivelazione è ignoto” ( Sofocle ).(*3)

Certamente il primo di questi diritti è il diritto alla vita che oggi, oltre che nell’aborto ridotto ad una pura prestazione sanitaria, viene costantemente messo in discussione contestando il principio della “indisponibilità della vita “.
Un civiltà, come quella che vuole essere l’Europa, ha a cuore i diritti umani perché riconosce nell’umana dignità, che si evidenzia come un presupposto del riconoscimento della persona umana in quanto tale, il fondamento di questi diritti; ed altresì riconosce che l’apprendimento di questi diritti non può che avvenire all’interno di quella “società naturale”(*4) che è la famiglia.
Il diritto alla vita considera ogni essere umano come soggetto e mai come oggetto; come persona fin dall’istante che gli dà origine e identità, il concepimento. La civiltà è umana quanto più si prende cura dei suoi membri più fragili, più piccoli, più poveri, più indifesi. Come può, dunque, una società “civile” legalizzare l’uccisione della più innocente ed inerme delle creature, il bimbo nel grembo materno, abbandonando nella solitudine le loro mamme?
L’aborto è una ferita che il mondo deve sanare. Esso cagiona tante povertà: alla donna per la maternità negata, all’uomo per la paternità svilita, alla famiglia per l’accoglienza fallita; alla società che vede colpito il vincolo di solidarietà che è fondamento della convivenza umana.

L’Europa deve guardare al futuro con speranza e con il coraggio di proporsi al mondo nella scoperta della radice di ogni diritto : quello alla vita, ribadendo che ogni figlio concepito è “uno di noi”, è il futuro dell’umanità.
Per queste fondamentali motivazioni l’Associazione Family Day guiderà la manifestazione “Scegliamo la vita” del 21 maggio a Roma : vogliamo ricordare a tutta la società che “il riconoscimento della dignità inerente ad ogni membro della famiglia umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”(*5) e che il bambino “ha bisogno di una particolare protezione e di cure speciali, compresa una adeguata protezione giuridica, sia prima che dopo la nascita”(*6)

Che i giorni che stiamo vivendo siano un avvertimento per la costruzione di una nuova Europa riflettendo su quanto affermato da Madre Teresa di Calcutta “ Fino a quando l’aborto sarà praticato e proclamato come un diritto, il mondo non avrà mai né giustizia né pace” .

Grazie.

(*1) La grande contrazione : i fallimenti delle libertà e le vie del suo riscatto , Feltrinelli Milano 2012
(*2) Retrotopia, Cambridge, UK ; Malden, MA 2017
(*3) Antigone, v. 455
(*4) Costituzione della Repubblica italiana, art. 29
(*5) Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, 1948
(*6) Convenzione sui diritti del fanciullo, 1989

©Riproduzione riservata

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Resta aggiornato con tutte le iniziative e gli articoli in difesa della vita e della famiglia.


    Acconsento al trattamento dei dati secondo la Privacy Policy

    Ti potrebbe interessare..

    Grazie donna!

    Grazie donna!

    Il 25 novembre, è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un fenomeno di violenza che vede morire una donna ogni tre giorni solo in Italia

    Giornata contro la violenza sulle donne

    Giornata contro la violenza sulle donne

    La sensibilizzazione sociale contro ogni forma di violenza contro le donne ha raggiunto oggi una ampia diffusione, purtroppo ancora poco efficace perché discriminazioni e soprusi restano un dato inquietante e irriducibile della cronaca quotidiana.

    PRIMA I BAMBINI

    PRIMA I BAMBINI

    I bambini sono i veri protagonisti del proprio percorso educativo e che il compito dell’educatore è quello di aiutarli ad essere se stessi, a far emergere, maieuticamente, il prezioso tesoro che hanno dentro di sé.

    Share This

    Se ti piace questo articolo lo puoi condividere!

    Altre persone potrebbero trovarlo utile.