La famiglia sotto attacco e lo scudo della carità.

La famiglia è costantemente sotto attacco, sia in Italia sia nei Paesi afflitti più marcatamente dalla persecuzione e dalla discriminazione ai danni delle minoranze religiose, a cominciare da quelle cristiane.

di Alfredo Mantovano

Magistrato, Presidente della sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che soffre.

22 Agosto 2022

La famiglia è costantemente sotto attacco, sia in Italia sia nei Paesi afflitti più marcatamente dalla persecuzione e dalla discriminazione ai danni delle minoranze religiose, a cominciare da quelle cristiane. Di queste comunità minacciate e oppresse di occupa, sin dal lontano 1947, la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS). Nel corso del 2021 ACS ha approvato oltre 100 progetti destinati al sostegno delle famiglie cattoliche in diversi Paesi, dal Burundi al Venezuela, dall’India al Congo, per un valore totale di quasi 3,5 milioni di euro.

Qualche esempio.

La diocesi cattolica di Hazaribag, nel nord dell’India, è composta quasi esclusivamente da membri della comunità Dalit, come tali vittime del sistema delle caste, abolito ufficialmente nel 1950 ma di fatto tuttora in vigore. Aiutare le famiglie di questa diocesi significa anche porre radicalmente in discussione questo assetto sociale opprimente. Per questo, grazie alla generosità dei benefattori della fondazione, la diocesi ha istituito un Centro di consulenza familiare. «Il nostro programma aiuta le coppie, le vedove e i vedovi, i genitori anziani e le famiglie a rinnovare la loro vita familiare, comunitaria e personale. I fedeli hanno accresciuto il loro amore e la loro fede in Dio e per la Chiesa. Grazie mille per tutto il sostegno finanziario e per la preghiera che assicurate ai nostri fedeli di Hazaribag. Noi e le famiglie della nostra diocesi vi siamo sempre grati per la vostra generosità», scrive ad ACS Suor Blessy, religiosa impegnata nel coordinamento del progetto.

La regione di Kananga, nella Repubblica Democratica del Congo, potrebbe essere un paradiso in terra se non fosse per i violenti contrasti che hanno lacerato la società. Don Louison Kuenda, partner locale dei progetti di ACS per la diocesi di Luebo, spiega che «il conflitto ha causato danni enormi: 85 scuole e 30 centri sanitari sono stati bruciati o distrutti, e diversi villaggi sono stati bruciati. Migliaia di famiglie vivono ancora nella boscaglia perché le loro case sono distrutte». La Commissione Diocesana per la Pastorale è stata fondata per sostenere queste famiglie. Cerca di avvicinarsi progressivamente ai nuclei familiari presenti nella boscaglia e cerca di convincere i rifugiati a tornare a casa, a ricostruire la propria vita. Per raggiungere queste persone in luoghi remoti e impervi sono necessari appositi mezzi di trasporto, e per questo la Chiesa locale si è rivolta ad ACS per ricevere i fondi necessari a comprare delle moto, una per ciascuna regione pastorale. «Senza un mezzo di trasporto efficiente e adatto alle nostre strade non saremmo in grado di raggiungere i nostri obiettivi. Il danno è enorme in ogni regione pastorale. Senza queste moto non saremmo in grado di aiutare le famiglie bisognose», spiega don Louison.

Un contesto molto diverso è quello in cui si trova a operare la Chiesa nell’Europa orientale. Pochi Stati hanno attaccato la famiglia con tanta determinazione come l’Unione Sovietica, e gli effetti di tale ideologia si fanno sentire ancora oggi in Paesi come la Bielorussia, dove i tassi di aborto, tossicodipendenza e suicidio sono in aumento, anche tra i giovani. Per questo, nella diocesi di Minsk-Mohylev, è stato istituito un Consiglio di esperti sulla vita e la famiglia. I consulenti esaminano i progetti di legge elaborati su questi temi, offrono pareri ai leader ecclesiastici e civili in merito alle tendenze emergenti e ai profili normativi, diffondono utili informazioni attraverso i media laici e cattolici. ACS contribuisce al pagamento dei costi di trasporto, delle apparecchiature informatiche e della stampa delle pubblicazioni.

Questi progetti, di cui abbiamo fornito solo qualche esempio, assicurano grandi benefici alle famiglie di queste nazioni. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che le iniziative di ACS da 75 anni possono recare conforto solo grazie al sacrificio di tanti donatori (347.000 nel 2021), i quali sottraggono risorse finanziarie alle proprie famiglie per dare corpo alla carità animata dalla fede, per inviare offerte a persone che con tutta probabilità non incontreranno mai, per sostenere la Chiesa nel suo difficoltoso percorso evangelizzatore.

A tutte queste famiglie, a cominciare da quelle italiane, va la nostra gratitudine.

Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia
acs-italia.org

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