Pubblichiamo per gentile concessione del quotidiano “La Verità”
E’ vergognoso l’uso strumentale che il mondo politico di centrosinistra sta attuando su temi di enorme delicatezza umana, personale e sociale, come l’aborto, per tentare di “indebolire” la schiacciante vittoria che Giorgia Meloni ha riportato alle elezioni.
Quando non si hanno argomenti, tutto va bene, tutto fa brodo: perfino la menzogna e la manipolazione, mediatica e culturale. La Leader di Fratelli d’Italia ha detto e ripetuto in ogni sede che la legge 194 non si tocca: non si tocca vuol dire che va applicata.
Tutta, dal primo all’ultimo articolo! I consultori familiari “oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici, hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall’incidenza delle condizioni economiche , o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare … le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero all’interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza, sia dopo il parto”: questo non è il comunicato del Family Day; non è la dichiarazione congiunta di Meloni, Salvini, Berlusconi e non è il “discorso d’odio” degli anti-abortisti.
E’ molto semplicemente quanto dichiara la legge 194/78 all’articolo 5! Il governatore della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini – in evidente e perfetta coerenza con la legge (si fa per dire), legge che dichiara di voler caparbiamente sostenere, come ha fatto il segretario del suo partito, Enrico Letta, durante tutta la campagna elettorale! – che fa? Decide che, a partire da Parma, nelle prossime settimane, nella sua regione la pillola abortiva verrà distribuita nei consultori! A sostegno di questa “virtuosa” decisione, porta il fatto che in Emilia Romagna le interruzioni volontarie di gravidanza negli ultimi anni stanno diminuendo!
Una vera tragedia per il Paese! Urge trovare assolutamente un rimedio! E quale migliore rimedio che distribuire lo strumento chimico dell’”aborto fai da te”, alla faccia della solitudine e dei rischi in capo alla povera donna che sta prendendo questa drammatica decisione. Siamo di fronte – purtroppo da non poco tempo – ad un vero e proprio delirio ossessivo: bisogna eliminare quanti più bimbi possibile, si deve negare la possibilità di ogni ripensamento, di ogni aiuto concreto che faccia decidere alla mamma di avere il suo bimbo in braccio.
A proposito: “Lo Stato, le regioni e gli enti locali promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite”. E’ sempre la legge 194, all’articolo uno che dichiara “il valore sociale della maternità”.Certamente di iniziative in quella direzione se ne possono proporre tante.
Merito e onore a Maurizio Marrone, assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte, che ha deliberato un fondo di quattrocentomila euro per aiutare le gravidanze problematiche, nell’ottica di aiutare a nascere anche un solo bimbo: questo fa una società civile!
Nell’ottemperanza, si badi bene, della legge e non in sfregio ad essa, come fa la circolare ministeriale Speranza che ha aperto i consultori alla RU 486. Tutti noi, popolo italiano, ci portiamo sulla coscienza il peso di non aver fatto nulla per salvare dal dramma dell’aborto ogni mamma con il suo bimbo ed è oltremodo vergognoso farne un argomento di attacco politico al nascente governo. Vergognoso perché falso e bugiardo; vergognoso perché strumentalizzare un dramma è indegno anche del più aspro confronto politico; vergognoso perché il senso stesso di una società civile sta nel difendere la vita e la salute delle mamme e dei loro bimbi.
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