La vittoria della Meloni svela l’amore per la morte dei suoi oppositori

L'Europa è in allarme, il panorama politico annuncia opposizioni feroci, cantanti e influencer vari proclamano un giorno di tristezza. Alcuni cercano di abbandonare il paese (a parole, ahimè).
ecografia di un bimbo nel ventre della madre

di Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

29 Settembre 2022

Cosa dire, l’Europa è in allarme, il panorama politico annuncia opposizioni feroci, cantanti e influencer vari proclamano un giorno di tristezza. Alcuni cercano di abbandonare il paese (a parole, ahimè).

Ovunque si grida “Ahi, ritorna il fascismo!”.
Però, scusate, non vedo balilla in giro, nemmeno gente che impone il saluto romano. Quindi il primo pericolo, quello della restaurazione del regime fascista, non credo lo si corra, come peraltro confermato da qualche osservatore, pur di sinistra come per esempio Cacciari, con un minimo di sale in zucca.
E allora, mi chiedo, qual’è lo spauracchio che si staglia all’orizzonte secondo le vedove del voto di sinistra?

Beh, basta ascoltare qualche dichiarazione per capirlo: l’aborto.
La Von Der Lyen ovviamente – con discutibile tempismo elettorale – ha annunciato addirittura misure preventive nel caso di derive antiabortiste del tricolore: “interverremo!” ha detto.
Conte chiama ad una opposizione feroce.
Perché? Proviamo a capire, se possibile.

La Meloni, fresca vincitrice delle elezioni, non ha mai detto, mai, che avrebbe abrogato la legge sull’aborto. Anzi, ha sempre detto che l’avrebbe applicata. Applicata! E in pieno, soprattutto in quella parte che consente alla donna di chiedere aiuto prima di decidere se abortire o meno. E, aggiungo, di riflettere bene su quel che sta facendo.

Questa prima parte della legge, piaccia o non piaccia, è sempre stata svilita, ridotta a un colloquio con un medico e un assistente sociale che spesso facevano il tifo per l’aborto. Punto.
I dati dicono che la maggior parte, se non la quasi totalità, delle donne che abortisce lo fa per ragioni economiche. Chi abortisce perché non si può permettere un bambino non è libera. Quella non è una scelta libera. Non è un diritto civile (tra l’altro non capisco sta moda di aggiungere la parola “civile” a diritto, come se esistessero anche i diritti incivili…), ma una scelta sofferta e dolorosa di chi si trova di fronte alla paura di una via senza uscita. Una scelta obbligata. E questa non è libertà.

E  la legge 194 (sia chiaro: è una legge che non mi piace perchè come orizzonte ha comunque l’eliminazione del nascituro, ma, oggi, è la materia prima su cui dobbiamo lavorare) dice “aiutiamole” queste persone, offriamo loro conforto, aiuto psicologico, sostegno economico. E poi, se proprio vogliono abortire, lo facciano.

Dove sta allora la novità della Meloni? Quella che tanto spaventa il mondo radical chic? Beh, credo che stia proprio nel non voler più mentire, nel non voler dire più la bugia “sei libera” a chi non lo è. Sta nel dare una alternativa all’aborto, un’alternativa che porta alla vita. Ad una vita precisa, che avrà un nome e una storia.

Quel nome e quella storia che all’insegna di una libertà bugiarda in molti vogliono soffocare.

Che paura possono avere a sinistra (e non solo) di questa onestà intellettuale? Hanno forse paura di un nuovo diritto, questo sì “civile” che è stato chiamato “diritto a non abortire”? Hanno paura della verità? Addirittura della vita?

O forse hanno paura che qualcuno finalmente sveli una tragica realtà, ossia che ciò che li spinge non è amore per la libertà, ma per la morte.
Brutto da dire, ma vero.

Federico Vincenzi

 

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