L’aborto è un omicidio: a gridarlo resta Bergoglio

"...E, dunque, una società che voglia essere davvero civile ha l’obbligo, morale e civile, di mettere in atto ogni provvedimento che aiuti la donna a tenere il “frutto del suo grembo”. Si tratta del “diritto a non abortire”...

di Massimo Gandolfini

Nasce a Roma il 31 agosto del 1951 Nel 1977 consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano con il massimo dei voti e lode. Nel 1981 si specializza in Neurochirurgia, sempre a Milano, e nel 1991 in Psichiatria, presso l’Università Statale di Brescia. Dal 1997 dirige il Dipartimento di Neurochirurgia-Neurologia di un ospedale bresciano. Fa parte del Cammino Neocatecumenale. Padre di 7 figli adottati. Presidente dell’Associazione Family DAY.

16 Marzo 2024

Pubblichiamo per gentile concessione del quotidiano “La Verità”

Papa Francesco è un uomo di straordinario coraggio. Sono trascorsi pochi giorni dalla notizia che il “diritto d’aborto” è stato introdotto nella Costituzione francese, sollevando numerose e argomentate critiche da tutto il mondo, religioso e laico, e il Papa nella sua autobiografia fresca di stampa, fa sentire la sua autorevole voce, con una chiarezza che non ammette equivoci o manipolazioni di sorta, sul fondamentale tema della vita, in ottica aborto ed eutanasia: “Difendere sempre la vita umana, dal concepimento fino alla morte; non mi stancherò mai di dire che l’aborto è un omicidio, un atto criminale, non ci sono altre parole: significa scartare eliminare una vita umana che non ha colpe”.

Con altrettanta chiarezza, si rivolge poi al mondo della medicina (che esegue materialmente gli aborti) e della politica (che scrive leggi che sostengono l’aborto): “… è una sconfitta per chi lo pratica e per chi si rende complice: dei killer prezzolati, dei sicari! Mai più aborti, per favore. Fondamentale difendere e promuovere sempre l’obiezione di coscienza”. E ha aggiunto parole inequivocabili anche sulla vergognosa pratica dell’utero in affitto, definendola una “pratica inumana”.

Personalmente, durante l’udienza che il Santo Padre mi ha concessa il 18 gennaio scorso, avevo avuto modo di parlare con Lui di questi temi, registrando una grande determinazione nel difendere la vita dal concepimento alla morte naturale. Pertanto non mi sorprende affatto che Papa Francesco abbia deciso di confermare e ribadire la sua ferma volontà di contrastare ogni tentativo di rendere la vita un bene manipolabile a piacimento.

La parola del Papa è indirizzata al mondo intero, e non solo al mondo di confessione cristiana cattolica, considerata l’enormità dei numeri: nel 2023 gli aborti nel mondo sono stati circa 72 milioni. Vuol dire 72 milioni di innocenti cui è stato negato il diritto di vivere! In Italia, dal 1978 ad oggi, con la legge 194, le interruzioni volontarie di gravidanza sono state più di sei milioni. Il picco massimo nel 1983, con 243.000 aborti, ed ora siamo a 66.400. Ma attenzione, nel “tragico” report non sono compresi gli aborti ottenuti con le pillole abortive, immesse sul mercato solo da pochi anni: dunque, è lecito pensare che siano, purtroppo, molti di più. Resta inspiegabile – o meglio, è spiegabile solo con il furore ideologico che sostiene l’assurdo, quanto inesistente, diritto d’aborto – perché mai i primi cinque articoli di quella legge, che prevedono di rimuovere le cause che portano la donna a richiedere di interrompere la gravidanza, non siamo mai stati neppure minimamente applicati. Solo il mondo delle associazioni pro-life – grazie alla beneficienza di privati cittadini – ha organizzato il sostegno economico, lavorativo e assistenziale che ha consentito a più di 260.000 mamme di tenere il proprio bimbo. E oggi vivono la gioia di guardare negli occhi i loro bambini. Giovanni Paolo II, nel 1995, aveva detto e scritto che le vittime dell’aborto sono due: il bimbo e la sua mamma.

E, dunque, una società che voglia essere davvero civile ha l’obbligo, morale e civile, di mettere in atto ogni provvedimento che aiuti la donna a tenere il “frutto del suo grembo”. Si tratta del “diritto a non abortire”, che in fondo la stessa legge 194 aveva individuato, sotto il titolo “Tutela sociale della maternità”. Purtroppo, a distanza di tanti anni, è difficile non pensare che si sia trattato soltanto di una dichiarazione ipocrita, fumo negli occhi per nascondere ben altra volontà.

Le parole del Papa sono di grande aiuto e conforto per chi lavora per aiutare mamme e bimbi, e sono di altrettanto grande incentivo a non rassegnarsi mai di fronte all’ingiustizia e alla cultura della morte. Il Santo Padre, con il cuore e la mente ricolmi di dolore per le migliaia di bimbi uccisi in Ucraina, Gaza, Israele, ancora una volta, si erge a difensore della vita, sempre, ovunque, in ogni circostanza, proprio a partire dalla prima scintilla di vita nel grembo materno. Come dice un antico detto orientale: “Non puoi impedire che l’uccello del male voli sopra la tua testa, ma devi impedirgli di fare il nido fra i tuoi capelli”. L’aborto non può mettere dimora né nella nostra testa, nella nostra mente, né nel nostro cuore.

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