Laicisti e laici davanti a Papa Benedetto XVI

In una intervista al prof. Marcello Pera una lettura delle ragioni per cui Benedetto XVI ha at-tirato su di sé feroci critiche e tanto odio da più parti del mondo: egli aveva osato mettere in discussione alcuni dogmi, ritenuti “intoccabili”, del pensiero occidentale moderno.

di Aldo Ciappi

Avvocato referente Ass. Family Day Pisa - Centro Studi Rosario Livatino - Pisa e Comitato Famiglia, Scuola, Educazione - Pisa.

9 Gennaio 2023

Si può legittimamente non condividere, da non credenti, l’insegnamento di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, universalmente considerato uomo dotato di intelletto e di cultura straordinari e, allo stesso tempo, di dolcezza, ed umiltà dialogante verso chiunque, ma non si può accettare, senza un moto di secca riprovazione e disgusto, che su persone di questa levatura si abbatta il giudizio astioso dei suoi oppositori o, per rimanere ad un caso accaduto dalle mie parti, la battutaccia degna del peggior Vernacoliere lanciata sul canale social dell’accademico di turno.

Ci hanno già pensato altri a stigmatizzare l’episodio e, quindi, non vi è necessità di aggiungere altro, tanta è stata l’eco negativa di ritorno al post in questione che, senz’altro, indurrà l’autore a misurare meglio in futuro le sue parole prima di consegnarle al tritacarne dei social media.

Approfitto dell’occasione, invece, per plaudire al ben diverso approccio a questa luminosa testimonianza che ha tracciato (allo stesso modo dell’altro grande Pontefice “chiamato di un paese lontano” che l’aveva preceduto) un profondo segno nelle coscienze di tanti autorevolissimi intellettuali i quali, pur lontani dalla fede cristiana, si sono lasciati interrogare da questo grande teologo-filosofo sulle domande che accompagnano da sempre l’umanità: “chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo”.

Il Prof. Marcello Pera, Filosofo della Scienza, uno tra questi che si è a lungo confrontato con il pensiero di Joseph Ratzinger (cfr. il volume “Senza radici” ed. Mondadori 2004 che raccoglie il pensiero di entrambi su Europa, relativismo, cristianesimo, islam), in una intervista rilasciata durante la trasmissione “Uno mattina”, su Rai Uno, del 4 gennaio, alla domanda della giornalista sul motivo per cui lo stesso ha attirato su di sé feroci critiche e tanto odio da più parti del mondo (in particolare, da esponenti del laicismo e del progressismo, ma non di rado, anche da ambienti sedicenti cattolici), ha risposto senza peli sulla lingua.

Ciò – secondo Pera – è accaduto proprio perché quest’uomo – così delicato fisicamente, nello stile e nei modi di comunicazione ma, allo stesso tempo, così forte e temprato nello spirito – aveva avuto il coraggio di criticare alcuni dogmi, ritenuti “intoccabili”, del pensiero scientista, razionalista e positivista, che pervade le società occidentali moderne e che relega la religione ad un fenomeno residuale, destinato a scomparire.

Ratzinger prima e Benedetto XVI – cioè – aveva osato mettere in discussione questa vera e propria religione dell’Uomo ed i suoi sacerdoti sfidandoli sul loro presunto terreno: quello del “Logos”, ovvero di una ragione la quale, se rettamente usata (questo Pera non lo dice espressamente) lascia intravedere una Luce che, se accolta, tra l’altro, è capace di generare amore e fraternità tra gli esseri umani.

Lo stesso Pera ha concluso l’intervista aggiungendo che quei valori e quei diritti su cui sono incentrati gli ordinamenti giuridici dell’Occidente, sono cristiani o, quanto meno, affondano le proprie radici nel cristianesimo e nel diritto “naturale”, per il quale non è lo Stato con le sue leggi a concederli ai cittadini, ma vengono prima di esso ed appartengono a ciascun essere umano come tale; quindi, in un certo, senso sono diritti che, in quanto intangibili, hanno un’origine trascendente o, se vogliamo, “divina”. Ipse dixit…

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