Lazio pillola – Gandolfini (Family Day): Donne voglio sostegni seri alla maternità non una scatola di pillole da 10 euro gratis

Regione Lazio: 10 milioni di euro per distribuire gratuitamente la pillola contraccettiva è propaganda e demagogia sulla pelle dei più giovani e dei contribuenti.
Comunicato stampa

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

25 Gennaio 2023

“Propaganda e demagogia sulla pelle dei più giovani e dei contribuenti. Non è altro che questo la decisione della Regione Lazio di stanziare 10 milioni di euro per distribuire gratuitamente la pillola contraccettiva nei consultori. L’assessore alla salute, nonché candidato presidente del centro sinistra Alessio D’Amato, presenta questo provvedimento come una conquista: peccato che tutti sappiano bene che le pillole di nuova generazione costano anche meno di 10 euro a scatola, quindi non è affatto il prezzo che determina la scelta di non assumerle; così come va anche detto che la loro assunzione non previene le malattie sessualmente trasmissibili”, commenta il presidente del Family Day e neurochirurgo Massimo Gandolfini.

“Il problema principale delle donne di oggi non è avere gravidanze consapevoli – come dimostra il tasso di natalità italiano che è uno dei più bassi al mondo – ma uno Stato che sostenga la gravidanza e la genitorialità. Quei soldi potevano andare in aiuti alle giovani mamme, in bonus per asili e scuole e per la conciliazione lavoro-famiglia nelle imprese. Si è invece preferito fare un provvedimento ideologico mentre, fra le altre cose, la sanità del Lazio non riesce a garantire i servizi minimi ai più fragili, come l’assistenza domiciliare e l’accesso alla terapia del dolore, e molti altri trattamenti per i quali le liste di prenotazione sono persino chiuse. Posso dirlo da medico chirurgo che esercita in Lombardia e che vede molto pazienti del Lazio costretti a usufruire del sevizio sanitario lombardo per interventi, analisi e cure di ogni genere. Spero che la prossima giunta del Lazio aiuti le donne a non abortire e ad affrontare la gravidanza e la maternità con tutti i sostegni che merita una donna che ha deciso scommettere sulla vita”, conclude Gandolfini.

 

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