Le cure palliative: memoria scritta di Massimo Gandolfini per le Commissioni Senato

Lo scopo delle cure palliative non e’ ne’ accellerare ne’ ritardare la morte naturale, ma preservare la migliore qualita’ di vita possibile fino alla fine.
massimo-gandolfini

di Massimo Gandolfini

Nasce a Roma il 31 agosto del 1951 Nel 1977 consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano con il massimo dei voti e lode. Nel 1981 si specializza in Neurochirurgia, sempre a Milano, e nel 1991 in Psichiatria, presso l’Università Statale di Brescia. Dal 1997 dirige il Dipartimento di Neurochirurgia-Neurologia di un ospedale bresciano. Fa parte del Cammino Neocatecumenale. Padre di 7 figli adottati. Presidente dell’Associazione Family DAY.

15 Luglio 2022

Alla Cortese attenzione del Sig. Presidente Commissione II del Senato della Repubblica, Senatore Andrea Ostellari, della Presidente Commissione XII Senatrice Anna Maria Parente, dei Signori Senatori relatori del disegno di legge riguardante la “morte volontaria medicalmente assistita”, e delle Senatrici/Senatori componenti delle Commissioni.

Memoria scritta
Prof. Massimo Gandolfini
Neurochirurgo e Psichiatra
Direttore del Dipartimento di Neuroscienze, Istituto Ospedaliero “Poliambulanza” di Brescia

Importanza delle Cure di Medicina Palliativa nel Sistema Sanitario Nazionale. Stima del bisogno, rete di offerta, tasso di copertura del bisogno, confronto internazionale.

Per “cure palliative” si intende “l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura, attiva e totale, dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici” (Legge 38/2010, art. 2 – Definizioni).
Le cure palliative, dunque, sono quell’insieme di cure – non solo farmacologiche – volte a migliorare il più possibile la qualità della vita sia del malato in fase terminale, che della sua famiglia.
Per “fase terminale” si intende una condizione irreversibile, in cui la malattia non risponde più alle terapie specifiche che hanno lo scopo di condurre a guarigione il malato ed è caratterizzata da una progressiva perdita di autonomia della persona e dal manifestarsi di disturbi (sintomi) sia fisici (ad esempio: dolore, tosse, singhiozzo …) che psichici. In questa condizione, il controllo del dolore, degli altri disturbi fisici, dei problemi psico-affettivi, sociali e spirituali assume importanza primaria.

LO SCOPO DELLE CURE PALLIATIVE NON È NÉ ACCELLERARE NÉ RITARDARE LA MORTE NATURALE, MA DI PRESERVARE LA MIGLIORE QUALITÀ DI VITA POSSIBILE FINO ALLA FINE. Si tratta, dunque, di un ACCOMPAGNAMENTO – competente e qualificato scientificamente, adeguato ed appropriato – ALLA MORTE NATURALE.

L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito le cure palliative “… un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie, che si trovano ad affrontare problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza attraverso una identificazione precoce un ottimale trattamento del dolore e delle altre problematiche di natura fisica, psicologica, sociale e spirituale”.

In sintesi, queste sono le caratteristiche peculiari delle cure palliative:

• Affermano la vita e considerano la morte come un evento naturale
• Non accelerano né ritardano la morte naturale e – in quanto tali – rappresentano la “terza Via” fra i due estremi, entrambe sbagliati ed inaccettabili, fra l’accanimento terapeutico e l’eutanasia
• Provvedono al lenimento del dolore e degli altri disturbi correlati alla malattia
• Integrano gli aspetti sanitari, gli aspetti psicologici, sociali e spirituali dell’assistenza
• Offrono un sistema di supporto alla famiglia sia durante le fasi della malattia, sua durante l’elaborazione del lutto
• Possono essere attivate precocemente nella malattia, in combinazione con le misure che tendono a prolungare la vita (ad esempio, chemio e radioterapia); in questi casi si parla di “cure palliative precoci o simultanee”

Chi sono i “candidati” alle cure palliative?

In clinica medica, quando si parla di “fase terminale” si dichiara una previsione di sopravvivenza che va dai 6 ai 12 mesi (ovviamente con tutte le eccezioni tipiche della biologia umana).
Le cure palliative, quindi, si rivolgono principalmente ai malati giunti alla fase terminale di ogni malattia cronica, evolutiva, irreversibile: malattie oncologiche, malattie neurodegenerative, malattie croniche ingravescenti cardiologiche e respiratorie. Hanno lo scopo di dare alla persona malata la massima qualità di vita possibile, aiutandola a vivere al meglio gli ultimi momenti della propria vita e accompagnandola verso una morte dolce e dignitosa.

Scarica QUI il testo integrale.

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