Le ideologie urlate che cadono, quando sei solo con te stesso.

Cosa è accaduto alla Camera in occasione del voto sull'utero in affitto come reato universale.

di Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

31 Luglio 2023

Non mi intendo di politica, ma mi ha colpito molto cosa è accaduto alla Camera in occasione del voto di una legge molto, molto importante. quella sull’utero in affitto come reato universale. Lo so, il termine non è tecnico, ma ci capiamo.
Ho notato che, giunte al momento del voto, le armate della sinistra e dei relativi alleati, che hanno sempre fatto dei “diritti” (ovviamente nella loro visione, sia chiaro) il cavallo di battaglia della loro lotta e della loro politica, si sono disperse.
Mi è parso di vedere un esercito allo sbaraglio, uno di quelli che vedono assassinare il re, non hanno più una direzione verso la quale marciare e finiscono per correre all’impazzata senza alcun senso se non quello di andare incontro alla sconfitta.

Mi sono chiesto perché.

In fin dei conti la legge sull’utero in affitto come reato universale non è una leggina da poco. Non lo è perché a mio modesto avviso potrebbe esser addirittura il fulcro di una ideologia che si sta scoprendo nuda. Eh sì, perché sia chiaro che per sentirsi veramente famiglia chi non può aver figli per evidenti ragioni di natura ha cercato di recente di seguire la via turpe del mercato delle pance e dei bambini. Mercato, sì: senza vergogna a dirlo. E chi non condivide questo primo punto provi a pensare alle fiere della “gestazione per altri” termine molto marketing e politically correct per dire che di fatto una donna deve prestare utero e pancia per denaro, portare in grembo un piccolo che non potrà mai baciare e che non la conoscerà mai.

E allora i paladini delle teorie gender, i difensori dei diritti per tutti e del “love is love” come potrebbero fare a meno di un tassello così importante? Decisivo direi per farli sentire famiglia con bambini (farli sentire, non essere, sia chiaro).
Insomma: sono caduti su una legge fondamentale.
Ciò che ci chiama ad una seria riflessione è però il fatto che il voto sia andato contro le attese. Ci si aspettava una coalizione compatta a sostenere il diritto di avere figli, come non importa. Ci si aspettava che per questa pietra miliare ci si trovasse al cospetto di un fronte compatto.

Invece no. Come ho detto: disfatta. E la legge sull’utero in affitto va verso il reato universale.
Ma come può accadere?

Non lo so. Come ho detto non mi intendo di politica. Ma posso solo immaginare queste persone. Alcune di queste.
Mi immagino che, al netto delle ideologie urlate in piazza che fanno crescere il numero dei voti, ad un certo punto esse si siano trovate finalmente sole. E nel silenzio, lontano dal frastuono della piazza, abbiano avuto modo di ascoltare la propria coscienza. Abbiano avuto modo di pensare davvero a quello che stavano per fare. Di immaginare i bambini, le madri, i soldi. I disastri.
Non so. Non so se sia capitato davvero. Non so se sia stata una profonda riflessione o forse solo un lampo.
Sta di fatto che alla fine questa coscienza per alcune di loro si è risvegliata.
E ha fatto la scelta giusta.

Prendiamolo come buon segno. C’è ancora speranza

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

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