Lettera politicamente correttissima a mia mogliə per la festa della donna

Cara Moglie, anzi, caro partner che si colloca temporaneamente nel genere femminile (temporaneamente sia chiaro, puoi sempre cambiare; su facebook ne puoi scegliere addirittura 54 di generi)

di Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

8 Marzo 2022

Cara Moglie,

anzi, caro partner che si colloca temporaneamente nel genere femminile (temporaneamente sia chiaro, puoi sempre cambiare; su facebook ne puoi scegliere addirittura 54 di generi da scegliere!), oggi è la festa della donna, ma non so se sia possibile dirlo: non vorrei che qualcuno si offendesse. Sai, capita sempre! Oggi più che mai. Forse qualcuno preferirebbe che si chiamasse festa di chi non si riconosce nel “non binario”. Manco fossi un treno.

E allora se non posso dire che è la festa della donna, diciamo che è almeno la tua.
Vorrei dirti che sei bella, bellissima. Ma non posso: qualcuno mi potrebbe tacciare di vecchio maschilismo, di mercificazione e umiliazione del tuo corpo. Sei cervello, non solo corpo. Lo so, tranquilla. Ma qualcuno potrebbe non capire la mia affermazione. Meglio non dirla.Vorrei dirti che sei una splendida madre, ma – a parte il fatto che poi se si dice “madre” rischiamo che qualcuno, maschio che spera di gestare prima o poi, si offenda – non vorrei che mi dicessero che ti riduco ad una sforna-bimbi imbruttita. Per carità: capelli arruffati, grembiule e urla isteriche. Se ti chiamo madre dicono che ti dipingo così.

Vorrei regalarti una mimosa, ma a parte il fatto che mi viene l’allergia per il polline, non vorrei che qualcuno veda nel mio gesto la negazione del tuo diritto di esser lavoratrice: beh, magari allora una bella ventiquattro ore, se proprio con una decorazione di mimosa in un angolino.
Vorrei accarezzarti, baciarti. Ovviamente previo consenso nel quale diamo atto che non è una mia iniziativa personale, ma un gesto concordato in piena, assoluta, innegabile e intoccabile parità. Senza se e senza ma. E ovviamente ci metto – già che ci sono – l’informativa privacy.

Vorrei darti la mia giacca quando hai freddo, e appoggiarla sulle tue spalle per proteggerti: ma qualcuno ci vedrebbe una specie di imposizione, come se io volessi segnare il territorio e dire che sei mia proprietà. Insomma. Così su due piedi non so che fare, non so che dire. Sono tuo marito (si può dire???), e cosa posso fare? Boh.Però tranquilla. Qualcuno ha avuto una idea geniale. E ora ho capito come posso festeggiare senza offendere nessuno: La scwha!

La lettera neutra. In Italia non abbiamo questa lettera, e dobbiamo rimediare digitando sulla tastiera l’asterisco o la “U” (preferisco la seconda: non so come si pronuncia l’asterisco!!!). Mi spiace, ma devo farlo. Sarà un po’ difficile leggere, ma ci faremo l’abitudine. Quindi per primU cosU questU festU dellU donnU la si fa per tutti e due. Io e te. Senza differenze. Auguri a te, auguri a me.Poi si va a cena, anzi a “cenU”, sorry. Si paga 50 e 50, come giusto. Mica tocca offrire a me: è finita l’era dei cavalierU.

E non ti apro nemmeno lU portU quando entriamo, non ci cedo il passU all’ingresso, non ti verso il vinU a tavola. Insomma, ti tratterò come giusto, come se tu fosse un muratore qualsiasi. Mica una donna. Roba da vecchi. Mangeremo felici. E ti permetto anche un ruttinU: mica lo posso fare solo io no? E alla fine si torna in quella comunità egualitaria fondata sul consenso (o meglio: comunutU egualitariU fondatU sul consensU) che i bigotti chiamano “famiglia”, con tutti quei prodottini casinisti che si muovono urlando per casa.Li faremo addormentare. Spero. Gli racconterò una favolU in cui un principU …beh, non so cosa gli racconterò. E’ difficile sai: senza principU, principessU, cavallU e cavalierU, battaglie e amore…E ci guarderemo, felici.

Ti darò il mio regalo: una borsettU con dentro unU cazzuolU e unU pennU stilograficU.

E ci faremo gli auguri: BuonU festU dellU donnU!!!

©Riproduzione riservata

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Resta aggiornato con tutte le iniziative e gli articoli in difesa della vita e della famiglia.


    Acconsento al trattamento dei dati secondo la Privacy Policy

    Ti potrebbe interessare..

    Non possiamo far finta di non vedere e interessarci solo del nostro orticello.

    Non possiamo far finta di non vedere e interessarci solo del nostro orticello.

    Guai a parlare di “reddito di maternità” o di “contributi figurativi” a fini pensionistici legati al numero di figli; guai a mettere nero su bianco norme che garantiscono maternità e lavoro per le donne gravide, come ha chiesto pochi giorni fa Papa Francesco; guai a dire con chiarezza che la culla della vita è la famiglia mamma e papà, e che ogni bimbo ha diritto ad avere una mamma e un papà; guai a difendere i più deboli e malati garantendo cure palliative adeguate ed efficaci, piuttosto che avviarli all’assurdità del suicidio assistito.

    Share This

    Se ti piace questo articolo lo puoi condividere!

    Altre persone potrebbero trovarlo utile.