In questi giorni mi sono imbattuto in aspre polemiche rivolte ai gestori di stabilimenti balneari, rei di aver aumentato alle stelle i prezzi per ombrelloni e lettini da spiaggia e aver così impedito a molti italiani di avere un periodo di svago e relax al mare.
Non entro nel merito del botta e risposta tra le parti coinvolte: i consumatori che denunciano un aumento indiscriminato dei prezzi, e gli operatori del settore che danno la colpa al ridotto potere di acquisto degli italiani.
Ho però potuto vedere con i miei occhi esempi virtuosi, sistematicamente taciuti dai media mainstream. Soggiornando qualche giorno in Romagna mi sono infatti imbattuto in uno stabilimento balneare molto semplice e senza fronzoli, dove venivano a trascorrere un periodo di vacanza numerosi disabili, accompagnati da familiari e volontari delle associazioni di settore, ospitati nelle vicine ex case coloniche che hanno dato loro una calorosa e sincera accoglienza.
Ho potuto vedere anche diversi ragazzi con la sindrome di down.
La cosa mi ha molto colpito perché oramai è raro vedere nei bar, per le strade, nei centri commerciali, persone colpite da disabilità fisiche e psichiche importanti.
E’ la cultura dello scarto che avanza, per cui coloro che non corrispondono al modello convenzionale di efficienza fisica e mentale sono semplicemente messi da parte e scartati.
Per non parlare della piaga sociale dell’aborto, per cui a tanti disabili viene tolta la vita nel grembo materno per il solo fatto di essere diversi. Ciò è molto evidente per i bambini affetti da trisomia 21 (la sindrome di down), i cui tratti e l’atteggiamento affettuoso sono familiari a persone come me, di quarant’anni circa, abituati ad averli come compagni di classe o di scuola alle elementari o alle medie.
Ebbene oggi i nascituri affetti da disabilità vengono sistematicamente abortiti e viene così negato loro il più fondamentale e umano dei diritti: quello di poter vedere la luce.
Mi ha molto rallegrato vedere ancora una volta che esiste un’Italia che accoglie e si spende con gioia, che si prende cura del disabile, dell’anziano, del diverso senza calcoli, ma semplicemente per amore e solidarietà.
Purtroppo questi esempi virtuosi, che pure si moltiplicano nel nostro paese, sono sconosciuti ai più, in quanto nel mondo digitalizzato di oggi ciò che non viene raccontato semplicemente non esiste.
La semplicità e la dedizione che vi ho raccontato ci spingono ad opporci con forza ed a denunciare apertamente il tentativo di rendere legale, per via giudiziaria e per via parlamentare l’eutanasia ed il suicidio assistito.
Si tratta di abominevoli delitti contro la vita umana fragile e indifesa, frutto della tentazione di scappare davanti alla sofferenza e di abbandonare così il sofferente al suo destino.
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