NON SI PUÒ DIRE. Di Costanza Miriano.

Tutto ciò che in qualche modo dà un ordine alla realtà, viene percepito con fastidio dal Pensiero Unico, e non solo nell’ambito della comunicazione, ma della cultura in senso lato.

di Costanza Miriano

Costanza Miriano è nata nel 1970 a Perugia, dove si è laureata in lettere classiche. Poi ha studiato giornalismo, e si è trasferita a Roma dove ha cominciato a lavorare alla tv pubblica, la Rai. Per quindici anni ha lavorato al telegiornale nazionale, il tg3, ora invece si occupa di informazione religiosa a Rai Vaticano (ma collabora anche con Il Foglio, Credere, Il Timone, La Verità).

3 Maggio 2022

Non si può dire padre o madre, maschio o femmina, non si può dire che l’aborto uccide un bambino, non si può più neanche dire che ci sono state culture che in un dato periodo di tempo sono state superiori ad altre. Tutto ciò che sa di definizione, di giudizio, tutto ciò che in qualche modo dà un ordine alla realtà, cerca di fare distinzioni nel caos viene percepito con fastidio dal Pensiero Unico, mi pare che questo sia ormai sotto gli occhi di tutti, e non solo nell’ambito della comunicazione, ma della cultura in senso lato. Pensiamo, solo per fare un esempio, alle università americane che sopprimono i corsi di latino e greco, perché i poemi omerici sarebbero razzisti e maschilisti e violenti.

L’unico antidoto a questa follia non è cancellare tutto ciò che pone confini e definisce, ma al contrario vedere la bellezza dei limiti che danno un senso alla realtà preservandola dal caos, credere che c’è una ratio, una mente che ha ordinato il mondo. È evidente anche a un ateo che sia intellettualmente onesto, ma noi cristiani lo chiamiamo Dio. È lui che ha creato il mondo esattamente distinguendo, definendo, separando. Ha diviso il buio dalla luce, l’acqua dalla terra, gli animali in specie, e gli uomini in maschi e femmine.

Il limite ci custodisce. Immaginiamo di avere un balcone: se c’è una ringhiera possiamo sporgerci, se invece è aperto e affacciato nel vuoto, contrariamente a quello che uno potrebbe pensare, si è meno liberi. Una superficie tutta coperta di acqua rende impossibile la vita all’uomo, una terra priva di acqua lo stesso. La loro separazione ci dà la vita.

Allo stesso modo, avere chiarezza sulla realtà ci rende liberi. Esattamente come dire a noi la verità su noi stessi. Chiamare le cose con il loro nome, guardare i problemi senza cercare di mascherarli con le parole permette di cercare soluzioni. Il mondo alla Imagine di John Lennon non ha funzionato, ormai credo che nessuno possa onestamente dire di crederci ancora.

Non è “il non avere un cielo sopra le nostre teste che ci libera”, ma esattamente l’opposto. Per questo è fondamentale difendere la libertà di parlare e giudicare il mondo, senza che nessuno si senta offeso.

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