Nozze gay, droga libera, eutanasia: Pd nemico dei cattolici e della vita.

Accaparrarsi voti, accarezzando quel delirio di autonomia assoluta che pretende di trasformare ogni proprio desiderio in un diritto, costi quel che costi …

di Massimo Gandolfini

Nasce a Roma il 31 agosto del 1951 Nel 1977 consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano con il massimo dei voti e lode. Nel 1981 si specializza in Neurochirurgia, sempre a Milano, e nel 1991 in Psichiatria, presso l’Università Statale di Brescia. Dal 1997 dirige il Dipartimento di Neurochirurgia-Neurologia di un ospedale bresciano. Fa parte del Cammino Neocatecumenale. Padre di 7 figli adottati. Presidente dell’Associazione Family DAY.

20 Agosto 2022

Pubblichiamo per gentile concessione del quotidiano “La Verità”

Penso che non ce ne fosse bisogno, ma se a qualcuno fosse rimasto il dubbio che il Partito Democratico è diventato il braccio armato della cultura radicale, nihilista e visceralmente anti-cattolica, la presentazione dell’agenda elettorale da parte del suo leader, Enrico Letta, ha fatto cadere ogni indecisione: la lotta per i diritti della classe operaia e dei contadini sfruttati dal capitalismo borghese è stata definitivamente archiviata e sostituita da una ben più “a la page” lotta per i “diritti civili”. Il mondo radical-chic esulta, il mondo del capitale che si compra uteri in affitto a suon di centinaia di migliaia di dollari brinda, mentre il mondo delle famiglie a stipendio fisso, con bimbi e nonni a carico, alle prese con una fiscalità soffocante, rimane attonito di fronte a tanta insipienza e vergognosa “modernità”.

Nella dichiarazione si legge: “pieno riconoscimento dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne” (che significa “pieno diritto d’aborto”), ddl Zan, matrimonio egualitario, legge sul fine vita (nel gergo comune, “morte volontaria medicalmente assistita”, cioè suicidio assistito), legalizzazione dell’autoproduzione della cannabis “per uso personale” (chissà, forse Letta ha intenzione di istituire una task force che, bussando di porta in porta alle case italiane controllerà il numero delle piantine, accertando l’uso esclusivamente personale .. ci sarebbe di che ridere, se non fosse che è in gioco il futuro di intere giovani generazioni!).

Con una chicca finale dal chiaro sapore militarista e guerrafondaio: sì all’aumento delle spese militari e all’esportazione di armi, forse in ossequio a quel Publio Flavio Vegezio Renato, scrittore romano del V secolo, passato alla storia per il suo epitoma “si vis pacem para bellum”. I grandi apostoli del movimento pacifista, da Ghandy a Martin Luther King, fino al nostrano Marco Pannella – pace alle anime loro – stanno osservando sconcertati. Una cosa è certa: Papa Francesco non la pensa proprio così. Sono mesi che impegna ogni sforzo e usufruisce di ogni momento pubblico per dichiarare la sua totale contrarietà ad ogni guerra, ad ogni corsa agli armamenti, invocando, anche con appelli accorati, un forte, universale impegno per mediazioni diplomatiche che aprano la strada alla pace e fine alla scellerata strage di uomini, donne, bambini.

E anche sui temi etici, sui quei temi sensibili su cui poggia la civiltà di un popolo – primo fra tutti il valore della vita – il Santo Padre non ha certamente usato parole meno chiare e inequivocabili: aborto e eutanasia sono crimini contro la vita che non possono mai trovare giustificazione alcuna. Sopprimere una vita è sempre un omicidio e legalizzare l’omicidio di piccoli innocenti è indegno di una società civile. Se, dunque, la posta in gioco è fra scegliere il diritto alla vita o un’agenda politica che promuove vergognose azioni contro di essa, come quella che ci è stata annunciata, pensiamo che davvero ogni dubbio non abbia alcuna ragione di esistere.

Solo l’ubriacatura ideologica, solo il modernismo sciocco del politicamente corretto – da cui presero le distanze anche menti laiche, agnostiche, non credenti (qualche giorno fa, su queste pagine, abbiamo ricordato Pierpaolo Pasolini) – può schierarsi a favore di programmi di governo che promettono leggi e norme a sostegno del “diritto di morire”. A ben vedere, può esserci un’altra motivazione: il consenso elettorale. Accaparrarsi voti, accarezzando quel delirio di autonomia assoluta che pretende di trasformare ogni proprio desiderio in un diritto, costi quel che costi … e mentre si spargono lacrime per il tricheco ucciso in Norvegia, non si spende neppure un fugace pensiero di amara tristezza per quel bimbo gravemente disabile che una corte suprema ha dichiarato “indegno di vivere” e “degno di essere ucciso”.

E i genitori, tacciano! Programmi elettorali che viaggiano su questa lunghezza d’onda sono indegni di un popolo civile.

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