PRIMA I BAMBINI

I bambini sono i veri protagonisti del proprio percorso educativo e che il compito dell’educatore è quello di aiutarli ad essere se stessi, a far emergere, maieuticamente, il prezioso tesoro che hanno dentro di sé.

di Massimo Pesenti

Massimo Pesenti, classe 1974, di Brescia, insegnante di Filosofia e Scienze Umane, Presidente Fism Brescia e componente della Presidenza Fism (Federazione Italiana Scuole Materne) nazionale con delega organizzativa e rapporti con i territori, autore di due libri: "Ai bambini piacciono le cose belle" e "Tutti i bambini sanno volare".

20 Novembre 2022

Massimo Pesenti, classe 1974, di Brescia, insegnante di Filosofia e Scienze Umane, Presidente Fism Brescia e componente della Presidenza Fism (Federazione Italiana Scuole Materne) nazionale con delega organizzativa e rapporti con i territori, autore di due libri: “Ai bambini piacciono le cose belle” e “Tutti i bambini sanno volare”.
I DIRITTI DEI BAMBINI

La Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo fu approvata all’unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1959.

Esattamente trent’anni dopo, il 20 novembre del 1989, l’ONU approvò la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia: evidentemente, nel mondo non sempre questi diritti venivano rispettati…

Una Convenzione, come noto, è più stringente di una Dichiarazione, nella quale sono enunciati dei principi, perché impegna chi la sottoscrive a rispettarla: oggi nel mondo aderiscono a questa Convenzione 194 Stati, tra cui il nostro Paese, che l’ha ratificata nel 1991.

Queste due tappe – la Dichiarazione e la Convenzione – sono celebrate ogni anno, proprio il 20 novembre, con la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: una significativa opportunità per fare il punto della situazione rispetto all’attenzione nei confronti dei bambini e dei ragazzi, che troppo spesso vengono genericamente definiti come “i cittadini di domani” e che invece io preferisco considerare “i cittadini dell’oggi”.

 

LA PRIORITÀ DEL BAMBINO

Nel titolo “Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo”, qual è la parola più importante?

Quando faccio questa domanda, solitamente le risposte si distribuiscono più o meno uniformemente tra le quattro parole principali: qualcuno dice “Dichiarazione”; qualcuno insiste sul concetto di “Universale”; ma la maggior parte delle risposte si concentra su “Diritti” e su “Fanciullo”… in effetti, non è una scelta facile!

Tuttavia, lo stupore cresce quando dico che nessuna di queste risposte è quella corretta: la parola più importante di questo titolo, infatti, è “DEL”.

Sì, proprio DEL, perché DEL fanciullo dice bene che i diritti sono suoi, potremmo dire che sono “una sua proprietà”. E questo è particolarmente interessante, perché qui c’è la chiave di volta nell’interpretazione dell’infanzia nel secolo scorso: prima di allora, infatti, il bambino era considerato un adulto in miniatura, un cucciolo d’uomo che, crescendo, avrebbe acquisito i diritti che spettano ad ogni persona.

Con questo DEL, invece, si afferma che il bambino è persona e, in quanto tale, gode intrinsecamente di tutti i diritti, che non sono una concessione, ma che – appunto – gli sono propri.

Questo pensiero rappresenta un cambio di paradigma fondamentale anche in campo educativo, in quanto ne deriva che i bambini sono i veri protagonisti del proprio percorso educativo e che il compito dell’educatore è quello di aiutarli ad essere se stessi, a far emergere, maieuticamente, il prezioso tesoro che hanno dentro di sé.

Questo, a maggior ragione, vale laddove vi siano situazioni di fragilità, oggi sempre più frequenti. E rappresenta un impegno e una responsabilità in più per tutti noi adulti – genitori, educatori, insegnanti – che abbiamo a cuore la questione educativa.

 

MANIFESTO DEI DESIDERI E DEI DIRITTI DELLE BAMBINE E DEI BAMBINI CON DISABILITÀ

  1. DIRITTO ALLE MANI

Ogni bambina e ogni bambino desidera e ha il diritto di avere delle mani che lo accarezzano delicatamente.

  1. DIRITTO AI PIEDI

Ogni bambina e ogni bambino desidera e ha il diritto di avere dei piedi che camminano al suo fianco e che lo accompagnano nella sua crescita.

  1. DIRITTO AGLI OCCHI

Ogni bambina e ogni bambino desidera e ha il diritto di avere degli occhi che lo guardano con affetto e amorevolmente.

  1. DIRITTO ALLE BRACCIA

Ogni bambina e ogni bambino desidera e ha il diritto di avere delle braccia che lo cullano e lo stringono in un forte abbraccio.

  1. DIRITTO AL CUORE

Ogni bambina e ogni bambino desidera e ha il diritto di sentirsi amato, di avere delle persone che lo amano incondizionatamente.

 

“PRENDERSI CURA”

Credo che, oggi, il nostro “oppio dei popoli” sia l’indifferenza!

L’indifferenza che ci fa pensare solo a noi stessi e che, per questo, ci fa essere un po’ più egoisti.

L’indifferenza che distrugge le relazioni e che, di conseguenza, mina alla sua radice la comunità.

L’indifferenza che ci fa essere più soli e, in ultima analisi, più poveri.

Ma esiste un antidoto?

Credo di sì, credo che “prendersi cura” di chi ci sta accanto sia l’unico vero antidoto contro l’indifferenza.

Da questo punto di vista, di fronte alla pretesa di perfezione della nostra società, sempre più dominata dal “paradigma della performance”, ritengo che ciascuno abbia il dovere di “prendersi cura” soprattutto dei più piccoli e di chi ne ha più bisogno e, al tempo stesso, abbia il diritto di sentirsi amato.

In questo senso, “prendersi cura” è davvero il nuovo nome dell’Amore.

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