Queste non sono scelte libere.

Sono pochissime le donne che vanno a rompere il cammino della vita solo perché ne sono convinte. La quasi totalità lo fa con abbondanza di lacrime e un rimorso che le accompagnerà per sempre.

di Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

22 Aprile 2023

Di oggi, o semmai ieri, la notizia: via libera alla pillola abortiva. L’ AIFA ha deciso di rendere accessibile e gratuita per tutte le donne la cosiddetta pillola abortiva.

Mi colpisce il costo dell’operazione: centoquaranta milioni di euro l’anno.
Cento quaranta.
Ora, proviamo a fare due banalissimi calcoli: dividiamo centoquaranta milioni per – cifra a caso – mille e quattrocento, ossia uno stipendio dignitoso.

Il risultato è centomila.

Ciò vuol dire che se, anziché spendere soldi per far morire bambini, li si spendesse per farli vivere, avremmo centomila aborti in meno. Ogni anno.
Da dove giunge tale convinzione? Perché sono convinto di questo dato?
Beh, basta chiedere a chi si occupa di centri di aiuto alla vita. Basta chiedere, e capiremo come la maggior parte delle persone abortisce perché ha una grande paura “economica” del futuro. Madri single o giovani coppie con lavori precari che non sanno come dare il pane al nascituro.

Ecco, queste non sono scelte libere. Non è gente, per lo più, che abortisce perché il bambino non lo vuole.
Sono pochissime le donne che vanno a rompere il cammino della vita solo perché ne sono convinte.
La quasi totalità lo fa con abbondanza di lacrime e un rimorso che le accompagnerà per sempre. Vedranno il bambino cui hanno rinunciato nel sorriso e nei pianti dei piccoli che incontreranno per strada. E nel loro cuore resterà una vena di tristezza.

Ma – nella loro mente – penseranno che non potevano fare altrimenti. Un figlio costa, tantissimo, e se non hai i soldi per vivere tu, come potrai dare una vita dignitosa al piccolo? E succede quindi che queste persone, in un momento di estrema debolezza e solitudine, finiscano paradossalmente per pensare che l’aborto sia addirittura una scelta di amore, quella di non dare una vita di sofferenza.
E’ un inganno, ne sono convinto: figlio della solitudine. Orde di medici e psicologi approveranno questa opzione (che presenteranno come unica), salvo poi lasciare la donna da sola già il giorno dopo.

Il rimedio per prevenire questa situazione allora è facile: una pillola. Tolto il dente tolto il dolore, e soprattutto la vita.
Ma con o senza pillola quella donna resterà ancora povera. Non avrà nessuna visione del futuro che resterà un tempo di stenti.
Nessuno la aiuterà, non ci sono i fondi.

Sola, non si potrà “permettere” un figlio.

Perché si sa, i soldi non crescono sugli alberi.
Peccato però che con questa scelta si sia deciso di spenderli per frutti di morte.

RIPRODUZIONE RISERVATA ©

Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

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