Suicidio assistito – Gandolfini (Family Day): La Camera va avanti su testo che mette a repentaglio fragili, disabili e anziani

Con una guerra nel cuore delle Europa oggi la Camera dei Deputati trova il tempo per portare avanti il mortifero ddl Bazoli sul suicidio assistito.

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

2 Marzo 2022

Con una guerra nel cuore delle Europa che sta portando morte e distruzione e che metterà alla prova le capacità di accoglienza del nostro Paese, oggi la Camera dei Deputati trova il tempo per portare avanti il mortifero ddl Bazoli sul suicidio assistito. Apprendiamo con preoccupazione che in mattinata sono stati respinti tutti gli emendamenti del centro-destra e che il testo, al momento, resta quello uscito dalla commissione, ovvero una misura che consente l’aiuto al suicidio anche a persone stabilizzate da anni e non in una fase terminale di una malattia. La vita di queste persone sarà messa nelle mani dei giudici che di volta in volta potranno concedere il suicidio anche a soggetti affetti da una depressione.

Il nuovo passo in avanti di questo ddl, che porterà all’abbandono terapeutico e all’eliminazione dei più fragili, arriva proprio nel giorno in cui la Consulta ha reso pubbliche le motivazione della ricusazione del referendum sulla depenalizzazione dell’omicidio del consenziente, definendolo inammissibile perché non assicura la tutela minima della vita, dal momento che, secondo i giudici, rende lecito l’omicidio di chiunque abbia prestato a tal fine un valido consenso, senza alcun riferimento limitativo. Il quesito bocciato dalla Consulta rischia ora di tornare che sotto forma di un ddl che non pone limiti alla disponibilità della vita.

Per questo motivo, dopo la consegna della nostra memoria che ha aiutato i giudici nella decisione dello scorso 15 febbraio, il Comitato Famiglie per il no al referendum sull’omicidio del consenziente, istituito dal Family Day, continuerà nel suo lavoro di contaminazione della politica e degli organi giudiziari, allo scopo di fermare questa deriva legislativa mortifera che, se non sarà fermata, spingerà malati, disabili, depressi, anziani e persone fragili di ogni tipo a chiedere la morte piuttosto che cure e tutele degne di una Paese civile.

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