Un Bollettino di guerra? La relazione ministeriale sull’applicazione della 194.

Glaciale. E’ il primo attributo sovvenutomi nello scorrere la Relazione resa.

di Pino Morandini

ex magistrato e membro della Giunta del Movimento Per la Vita con incarico di Vicepresidente per il dialogo con la politica.

9 Luglio 2022

Pubblichiamo per gentile concessione di “Sì alla Vita”: La rivista del Movimento per la Vita Italiano.

Glaciale.
E’ il primo attributo sovvenutomi nello scorrere la Relazione resa, dal Ministro per la Salute al Parlamento, ai sensi della legge 194/78, circa l’applicazione della medesima legge.

Glaciale, perché, in modo assolutamente e tragicamente asettico snocciola dati riguardanti vite umane che non vedranno mai la luce.
Nel predetto documento si evoca, infatti, un calo delle interruzioni di gravidanza, avvenuto nel periodo della pandemia, cui fa tuttavia da contraltare l’aumento della pratica abortiva tramite la RU 486 (la c.d. “kill pill”).
Per quanto concerne l’asserito calo, mi permetto di annotare come fuoriescano necessariamente dal computo sia gli aborti clandestini (pratica notoriamente invalsa presso le minorenni), tutt’altro che scomparsi; sia e soprattutto, gli effetti della c.d. “contraccezione d’emergenza” – definita “stabile” nella Relazione – che si rivela abortiva ogniqualvolta sia avvenuto un concepimento. Né va sottaciuto il fatto che a tal supposto calo (auspicando che di effettivo calo si tratti) hanno certamente contribuito sia la pastorale della Chiesa sia il lavoro culturale e l’opera di condivisione messa in atto da più di quarant’anni dal volontariato per la vita.

Glaciale è la Relazione ministeriale in ordine al silenzio assordante in merito ai medici obiettori di coscienza. Essa infatti, informando come ciascun medico non obiettore pratichi in media 1,1 aborti alla settimana, di fatto evidenzia l’assoluta assenza di criticità nel “servizio” di aborto, e dunque l’inconsistenza delle martellanti accuse, e connessa gogna mediatica, verso il personale obiettore, reo di ostacolare quel “servizio”, nonché di scaricare sul personale non obiettore l’insostenibile mole di lavoro derivante dalle incombenze connesse al “servizio” medesimo.

Glaciale, perché somigliante più a un Bollettino di guerra che a una Relazione informativa circa il trattamento riservato alle gestanti e ai figli che portano in grembo.

Anzi, peggio. Perché un Bollettino di guerra accanto ai caduti e ai dispersi annovera pure le vittorie, o, comunque, le auspica, mettendo in luce – orribilmente cinicamente – che il tragico sacrificio di troppi si inquadra entro un obiettivo che li trascende!
Qui no. Solo devastanti sconfitte, considerato che, comunque lo si voglia concepire, l’aborto resta una sconfitta epocale che coinvolge figli, mamme, la società tutta!

Glaciale, perché ancora una volta perde una preziosa occasione per parlare anche di vittorie. Quelle conseguite, ahimè raramente, dai pubblici servizi e quelle raggiunte, assai spesso, dai Centri di Aiuto alla Vita, nell’aiutare a nascere ogni anno migliaia di bambini altrimenti destinati a non vedere la luce. Sono realtà private sì, ma svolgenti un ruolo eminentemente pubblico, attesa la salvezza di vite umane che offrono alla società (più di 200 mila in 40 anni!).
Perché, signor Ministro, non ospitare queste vittorie nella sua Relazione? Dei pubblici servizi e del terzo settore, tantopiù pensando al ruolo di supplenza dei pubblici servizi che in tal modo svolge il volontariato per la vita nell’aiutare mamme in gravidanza imprevista ad accogliere i propri figli e a ritrovare una reale speranza?

Di Pino Morandini

Puoi scaricare la relazione ministeriale QUI.

©Riproduzione riservata

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