Verona entra nella rete RE.A.DY. In pericolo le vere emergenze sociali

Riteniamo pericolosa la decisione presa nella serata di giovedì 6 ottobre dalla nuova amministrazione Tommasi con la quale il Comune di Verona entra a far parte di RE.A.DY. ossia una rete di amministrazioni a livello locale con la finalità di “individuare, mettere a confronto e diffondere politiche di inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, […]
Comunicato stampa

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

20 Ottobre 2022

Riteniamo pericolosa la decisione presa nella serata di giovedì 6 ottobre dalla nuova amministrazione
Tommasi con la quale il Comune di Verona entra a far parte di RE.A.DY. ossia una rete di amministrazioni a
livello locale con la finalità di “individuare, mettere a confronto e diffondere politiche di inclusione sociale per
le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender”.

Ogni tipo di ingiusta discriminazione è da condannare ma sempre nella verità e nella correttezza delle
informazioni. In un momento storico sconvolto da ben 169 conflitti in corso, di cui quello russo-ucraino è solo
l’ultimo in senso cronologico, un post pandemia che sta influenzando i rapporti sociali e le difficoltà economiche
delle famiglie, considerare la questione LGBTQ+ un’urgenza lascia quanto meno basiti. E’ ingannevole la
lettura che viene data degli innumerevoli casi di discriminazione nei confronti di persone gay e transessuali. I dati
OSCAD (Osservatorio per la Sicurezza degli Atti Discriminatori, Ministero dell’Interno) nel rapporto sul
“Monitoraggio dei crimini d’odio” del 2021 sono ufficiali e inequivocabili: nel 2020 le segnalazioni di atti di
discriminazione per orientamento sessuale sono state 61, per identità di genere sono state 8. Ad oggi i casi di
discriminazione arrivati in tribunale sono tutti stati condannati. E’ evidente che NON ESISTE UN’EMERGENZA
che giustifichi tale decisione. La vera ingiusta discriminazione che il rapporto dell’OSCAD dimostra urgente è,
ad esempio, quello delle discriminazioni per motivi di credo religioso (148).

Se davvero si vuole parlare di lotta alle discriminazioni si prenda atto delle vere urgenze.
Il rapporto ISTAT sulla Dinamica Demografica in Italia nel 2021, pubblicato nel marzo 2022, dimostra
un’ulteriore vera emergenza: la popolazione residente in Italia continua a diminuire (-0.4%), le nascite hanno
toccato il nuovo record minimo di 399 mila (-1,3%), i decessi sono stati 709 mila. Se non si inverte l’attuale
trend demografico, sulle future generazioni si riverseranno conseguenze drammatiche sotto vari profili:
previdenziale, sanitario, sociale, relazionale, economico, culturale, ecc.
Se davvero si vuole essere vicini ai cittadini si prenda atto dei veri problemi: il preoccupante inverno
demografico che Verona e l’Italia stanno affrontando si risolve pensando a politiche famigliari importanti che
sostengano in particolar modo le famiglie numerose, con disabili, anziani e malati.

Svuotando la politica della propria natura di valorizzazione antropologica dell’uomo si corre il gravissimo
rischio di mettere in pericolo i più piccoli e deboli della società, ossia i nostri figli. E’ un’entrata a gamba tesa
– e calciatori famosi come Tommasi ne conoscono ancor più di altri le possibili gravi conseguenze – nella
crescita armonica e integrale degli adolescenti e dei giovani, dovere di tutti, a partire dalle Istituzioni. La
vaghezza, per non dire l’assoluta assenza di progettualità che l’Amministrazione si propone di perseguire con
la Rete RE.A.DY, le lascia campo libero per entrare negli ambienti pubblici frequentati dai ragazzi, come la
scuola, per trattare tematiche delicate senza il coinvolgimento delle famiglie con proposte ideologiche prive
di ogni fondamento scientifico. Si delinea in questo modo un gravissimo atto di limitazione della libertà
educativa dei genitori in quanto primi responsabili della crescita dei propri figli secondo le proprie convinzioni.
La vera discriminazione la subiranno i genitori che vorrebbero esercitare un loro diritto fondamentale
riconosciuto sia a livello nazionale (artt. 29 e segg. della Costituzione) sia a livello internazionale (art. 26 della
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo) ma che verrà loro negato.

Verona, 15.10.2022

Ing. Luca Sandrini
Dott. Alberto Disperati
Associazione Family DAY – Difendiamo i Nostri Figli – Sede di Verona

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