Viva la mamma

Una madre è sempre una madre. Un mistero splendido e grandioso, al punto da esser più forte dell'odio, delle bombe, della guerra.

di Federico Vincenzi

Federico Vincenzi, avvocato, si occupa di legal tech. Collabora con Università della Lombardia, formatore presso diverse aziende. Segue progetti di start-up, ha fondato youjustice.net, sito per la gestione dei conflitti. Sposato con Dora, cinque figli, si diletta come scrittore.

30 Marzo 2022

C’è un raggio di luce nel buio della guerra che sta devastando l’Ucraina: le mamme.
Coraggiose, piangenti, intrepide, sempre splendidamente mamme. Capaci di partorire sotto le bombe, di regalare il passeggino che a fatica sono riuscite a comprare per i loro figli a chi ne ha bisogno, di far centinaia di chilometri per salvare i propri piccoli e con l’angoscia di un domani di cui l’unica certezza è la paura: di perdere il marito in guerra, di perdere i figli. Sguardi appesantiti dalla fatica, dalla fame, dal freddo.

Donne capaci, perchè madri, di far persino quello che è quasi impossibile: accogliere, accudire con insoffocabile senso materno, il nemico. Sì: penso alla scena delle madri che hanno dato da mangiare e da bere ai giovanissimi russi spediti al fronte e fatti prigionieri. Al grande cuore di queste donne, sorelle nella paura delle russe madri degli invasori, verso le quali hanno avuto la delicatezza di permettere una telefonata. Una, semplice, videochiamata per permettere alle madri russe di sentire l’unica cosa che in questo momento voglion sentire: “mamma, sto bene!”. Prigioniero, ma sto bene.
Mi son chiesto perchè lo abbiano fatto. Non so se siano animate da un profondo amore cristiano, che giunge ad amare il nemico.

Non so. Forse, semplicemente, lo hanno fatto perché proprio in quanto mamme conoscono il dolore e l’angoscia di una madre.
Il dolore di colei che col flglio ha un legame di sangue e carne che va oltre quel che noi padri possiamo lontanamente concepire. Qualcosa iscritto profondamente nella sua vita, nella sua anima, e che le porta a far tutto, tutto, per proteggere quella vita che poco per volta si è formata non tanto dentro di loro, ma CON loro.

Insomma: una madre è sempre una madre. Un mistero splendido e grandioso, al punto da esser più forte dell’odio, delle bombe, della guerra.
Lo è perchè l’esser madre è accogliere una forza enorme, più grande di quanto possiamo immaginare.
Una forza che non si può soffocare, sopprimere, abbandonare nel nome della libertà.

Chiedetelo alle madri che lo hanno fatto. Vedrete che, se sono sincere, esprimeranno tutto lo strascico di dolore che l’aver rinunciato a quel mistero ha inciso nella loro carne.

©Riproduzione riservata

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