La Corte Costituzionale è intervenuta con una sentenza che modifica l’articolo 187 del Nuovo Codice Stradale (guida in presenza di uso di stupefacenti) affermando che questa condizione ha rilevanza penale solo in caso che l’assunzione sia avvenuta entro un lasso di tempo in cui “risulti ragionevole presumere” che possa influire negativamente sulle capacità di guida del soggetto, creando così pericolo per la sicurezza stradale.
Non si può che rimanere increduli e sbigottiti di fronte ad una simile affermazione. Ogni droga è sostanza stupefacente che provoca un’ alterazione dello stato di vigilanza e consapevolezza, variabile da soggetto a soggetto sulla base del proprio assetto genetico e del proprio assetto metabolico, che riduce e altera pesantemente le capacità cognitive del soggetto.
La tolleranza alla sostanza stupefacente è strettamente individuale ed è semplicemente assurdo avere una “ragionevole presunzione” circa il tempo di azione della sostanza sul sistema nervoso centrale di chi la sta assumendo. E non è tutto. Le sostanze psicotrope si depositano e accumulano nel tessuto adiposo, potendo così essere tragicamente efficaci anche dopo molto tempo dall’assunzione! Non è una questione di interpretazione giuridica; è una questione di conoscenza scientifica tossicologica. Qualsiasi sostanza in grado di alterare il fisiologico funzionamento cerebrale deve essere vietata e condannata sempre e comunque. Tanto più quando si tratta di una persona alla guida di un automobile, con il rischio della vita propria e di altri.
Un po’ di corretta conoscenza scientifica, non senza una giusta dose di buon senso, speriamo possano portare ad un ripensamento, quanto mai utile e opportuno
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