Intervista ad Alessio Rinaldi, Sindaco di Marone

Tra i contributi che si potranno ascoltare durante il convegno del 18 ottobre dedicato al tema “Aspettando il festival – Il futuro è giovane…ma i giovani hanno ancora il desiderio di generare la vita?”, ci sarà quello di Alessio Rinaldi, Sindaco di Marone, incantevole località sulla riva bresciana del lago d’Iseo. Rinaldi è stato tra […]

di Redazione

Il Family Day è nato dall’amore sincero per la famiglia e per la vita ed è sbocciato mostrando decine di migliaia di famiglie disposte a manifestare e a combattere per la loro dignità ed esistenza. Tutte le donne e tutti gli uomini hanno pari dignità, non ci sono sconti a questo fondamento della vita civile. La famiglia fondata sull’amore tra uomo e donna che si donano generando il frutto del loro amore che sono i figli, è il secondo fondamento che ha realizzato quella varietà, bellezza e ricchezza di popoli e nazioni che oggi popolano il nostro pianeta.

15 Ottobre 2022

Tra i contributi che si potranno ascoltare durante il convegno del 18 ottobre dedicato al tema “Aspettando il festival – Il futuro è giovane…ma i giovani hanno ancora il desiderio di generare la vita?”, ci sarà quello di Alessio Rinaldi, Sindaco di Marone, incantevole località sulla riva bresciana del lago d’Iseo. Rinaldi è stato tra i primi (il primo in assoluto in Lombardia) a firmare l’Appello dei Sindaci per l’istituzione di una giornata nazionale per la Vita Nascente.

Al suo secondo mandato come Sindaco – ma da 22 anni in Consiglio comunale –  si è sempre distinto per una linea cristallina rispetto al sostegno alla vita nascente, con notevole capacità di fare rete dentro e fuori dal suo comune, nel quale, manco a dirlo, il saldo demografico nel 2021 è di segno positivo: più nascite che decessi.

 

Sindaco Rinaldi che effetto le fa essere tra i relatori del convegno in Vaticano sulla Giornata della Vita nascente?

È un onore essere presente al convegno perché come Sindaco di un piccolo comune, di 3.200 abitanti, posso portare all’attenzione di una vasta platea la nostra esperienza positiva.

Il Comune di Marone può essere considerato un modello per le politiche per la famiglia?

Assolutamente si, dai comuni piccoli può partire l’input di una rivoluzione culturale che metta al centro la famiglia. Ovviamente è necessario anche rilanciare il valore non negoziabile della vita, perché le famiglie prosperano solo dove c’è una nuova vita che sboccia.

Le politiche pro family portano più costi o più vantaggi?

Dobbiamo smontare il mito negativo che le famiglie numerose sono un costo per le amministrazioni e più in generale per la società. La rivoluzione culturale che auspico deve far capire che investire sulla natalità porta solo risvolti positivi per tutti. I vantaggi per i territori sono evidenti, infatti ora si parla di politiche per la natalità perché abbiamo visti i disastri dell’inverno demografico. La politica di contenimento delle nascite ha fallito.

Per i piccoli comuni è un modo per combattere il fenomeno dello spopolamento…

Certo, noi lo combattiamo con provvedimenti a 360 gradi che riguardano in primis la scuola a partire dagli asili nido. In questo modo riusciamo ad attrarre da altri territori anche coppie che voglio fare una famiglia. Fondamentale è fare sinergia con le comunità e gli altri enti di prossimità.

Cosa si aspetta dal nuovo governo?

Che si dia un segnale importante di rivoluzione culturale; per troppo tempo abbiamo fatto prosperare una mentalità individualistica, la rivoluzione partita dai piccoli comuni può contaminare l’azione di governo.

 

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