La ricerca del vero successo

Tanti ricordano Michael Schumacher, ex pilota di Formula 1 e le sue incredibili imprese sportive ponendo, subito dopo, un malinconico accento sulle sue attuali condizioni di salute.

di Francesca Caloi

Moglie, madre, avvocato, aderente al Family Day, amante del diritto naturale a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.

21 Novembre 2025

Da piccola adoravo e pretendevo solo storie a lieto fine. Crescendo ho invece imparato ad apprezzare anche quelle in cui il lieto fine non trabocca, come in “Cenerentola” o “Pretty Woman”, ma c’è comunque, nascosto tra le pieghe della vita. Penso alle quotidiane testimonianze di amore fedele, che spesso vivono a pochi passi da noi, in cui ad esempio un genitore o un coniuge spera contro ogni speranza per il bene del proprio figlio/coniuge malato e che, nel nascondimento (perché la fragilità esige custodia), lotta per sostenere la vita.

Di queste storie, dalla statura monumentale, pochissimi ne parlano e non solo perché riguardano persone non famose.
Ne ho avuto riprova nei giorni scorsi, leggendo numerosi articoli su Michael Schumacher, ex pilota di Formula 1, nel XXV anniversario della vittoria del titolo di campione del mondo con la Ferrari (8.10.2000). In tanti hanno ricordato il campione indiscusso e le sue incredibili imprese sportive ponendo, subito dopo, un malinconico accento sulle sue attuali condizioni di salute. Di queste non ci sono notizie certe, mantenendo la di lui moglie, Corinna Betsch, il massimo riserbo sin dal giorno in cui Michael, nel 2013, è rimasto vittima di un tragico incidente sugli sci ed ha rischiato di perdere la vita. Tra le poche dichiarazioni rilasciate dalla moglie Corinna, una – tratta dal documentario dedicato al marito pubblicato su Netflix – mi ha colpito: “Michael è ancora qui. Diverso, ma è qui, e questo ci dà forza”.

Diverso ma è qui, ancora lui. Poche righe per dire che niente e nessuno al mondo può togliere all’uomo la sua dignità, anche se lo schianto tra la guida della Formula 1 e il coma avrà certamente travolto e sconvolto la vita di Michael e quella della moglie e dei figli. Diverso è Michael e diverso sarà anche il modo di stare insieme, di godere della vita, ma non per questo meno vivo e vitale, potendo comunque generare forza da restituire a chi sta accanto, come affermato dalla moglie Corinna.

Possa Michael, nonostante tutto, essere felice e quindi avere ancora successo, come insegna Alessandro D’Avenia «Non sono felice perché ho successo, ho successo perché sono felice, e il successo è un di più, infatti la parola stessa indica qualcosa di cui non ho il controllo: “è successo!”, invece la gioia è uno stato, ha a che fare con l’essere, avviene anche se nessuno vede». (A. D’Avenia, Ultimo Banco, 259 Senso e consenso https://www.corriere.it/alessandro-d-avenia-ultimo-banco/25_ottobre_20/senso-consenso-4356b741-40f4-4613-9efe-d7fce3848xlk.shtml).

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Resta aggiornato con tutte le iniziative e gli articoli in difesa della vita e della famiglia.

Share This

Se ti piace questo articolo lo puoi condividere!

Altre persone potrebbero trovarlo utile.