Non è un caso che la festa della mamma si celebri a maggio, quando la primavera è al suo apice.
Le mamme, infatti, con i fiori condividono un sacco di cose.
In primis la bellezza. Che sia delicata o prorompente nei colori, muta con lo scorrere del tempo, ma sempre si rinnova, di stagione in stagione. Che siano forti e rigogliose come albero da frutto, oppure fragili e vulnerabili come i papaveri o gli anemoni, sono tutte capaci di invadere i campi della vita.
Le madri sentono forte la ciclicità della vita perché il loro corpo è protagonista di continue fioriture e potature.
Radiose sin dal concepimento e per tutta la gravidanza, dopo il parto un po’ sfioriscono, ma solo temporaneamente.
Come ogni taglio ha due bordi, il parto divide/segna non solo la madre dal figlio, ma anche la donna da una parte di sé. Chi è madre sa che questo passaggio – naturale o chirurgico che sia – non è immediato e abbisogna di tempo per essere metabolizzato. Si diventa madre sin dal primo istante del concepimento, ma quando un altro corpo ri-succhia quello della donna, essa diventa ancora più consapevole del suo ruolo.
Amare incondizionatamente.
Ha poi bisogno di nuova linfa per riappropriarsi della sua vitalità.
Un po’ la attinge dai marito, alla cui ombra trova sicuro riparo, altra dalle amiche, protagoniste della stessa sfida. Il loro attaccamento alla terra (o in Cielo?) è fondamentale per attraversare le sfide che la crescita del figlio impone e per difendersi dai rovi che, crescendo, potrebbero ferirla o soffocarla.
Ma vita chiama vita ed è nuovamente primavera.
Nemmeno una lacrima versata andrà persa, perché cadono sul terreno e lo irrorano.
Tutti nasciamo da una mamma; parrebbe scontato ripeterlo, invece è doveroso in tempi in cui i fiori “artificiali” vorrebbero soppiantare il miracolo della maternità.
Auguri mamme!
Per salvarsi il mondo ha bisogno – ogni giorno – di ciascuna di voi quanto le api hanno bisogno dei fiori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





Se ti piace questo articolo lo puoi condividere!
Altre persone potrebbero trovarlo utile.