Quella bambina… in più!

Denunciamo allora in modo universale, come i giochi olimpici, che l'utero in affitto è una pratica disumana, incompatibile con la dignità propria dell'uomo.
cena olimpiadi particolare bambina

di Francesca Caloi

Moglie, madre, avvocato, aderente al Family Day, amante del diritto naturale a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.

30 Luglio 2024

Osservando la scena della c.d. ultima cena in veste LGBTQ – travolta da una doverosa pioggia di critiche e di sdegno – non si può non rimanere colpiti da un’immagine parimenti allusiva: la presenza di una bambina in mezzo alle drag queen.
Poiché la cerimonia di apertura delle olimpiadi non è certamente frutto di un’improvvisazione ma di una volontà, quanto meno da parte dell’ideatore artistico della cerimonia, è bene chiedersi quale sia il senso (e il messaggio sotteso) di quella scelta.

La domanda domanda viene ulteriormente solleticata dalla dichiarazione del sig. Thomas Jolly, direttore creativo dello spettacolo, che in conferenza stampa ha dichiarato “in Francia abbiamo molti diritti”.

Tra i molti diritti non figura – ancora e a ragione – il diritto al figlio ad ogni costo, essendo l’utero in affitto (o maternità surrogata/GPA) ancora vietata in Francia.

Che non sia allora – la presenza di una bambina in quello specifico contesto – il desiderio di “legittimare” subdolamente il diritto al figlio per chiunque, anche oltre il limite biologico che la natura impone (la presenza essenziale di un uomo e una donna per generare vita)?

Possa allora questa immagine essere l’occasione per riflettere sui diritti di tutti, a partire da quelli di chi non ha voce.

Quali sono i diritti dei bambini che ogni giorno vengono commissionati per contratto, fatti crescere nell’utero di una donna (spesso povera, poverissima, come le tante donne ucraine o indiane testimoniano) che non ha con il feto alcun legame biologico, privati del diritto di conoscere le loro origini (la loro mamma e il loro papà)? Nessuno.
Denunciamo allora in modo universale, come i giochi olimpici, che l’utero in affitto è una pratica disumana, incompatibile con la dignità propria dell’uomo.

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